04 luglio 2019
04 luglio 2019

Accadde oggi

Zico o Austria

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Il 4 luglio del 1983 migliaia di tifosi dell'Udinese si radunarono in piazza XX settembre a Udine per protestare contro la decisione del presidente della Figc, Federico Sordillo, presa due giorni prima, di annullare tutti i contratti di acquisto di stranieri siglati dopo il 13 giugno 1983, in particolare quelli di Zico e di un altro brasiliano, Cerezo della Roma. 
La reazione del popolo bianconero, ma di tutto il Friuli, è immediata, spontanea e dura. In piazza XX settembre il presidente Lamberto Mazza arringa i tifosi, li vuole anche tranquillizzare pur sottolineando che il provvedimento di Sordillo è un'autentica ingiustizia. Dice che è abituato a fare le cose per bene, non deluderà la attese dei fan bianconeri. Nello stesso giorno quasi tutti i parlamentari friulani incontrano a Roma il ministro dello spettacolo Signorello. Richiedono il suo autorevole intervento "dei poteri a lui spettanti per la sorveglianza degli ordinamenti sportivi". Nei giorni successivi il Presidente della Repubblica Sandro Pertini si "allea" a Udinese e Roma, dice che vorrebbe vedere giocare in Italia Zico e Cerezo. 
In piazza XX settembre i tifosi espongono cartelli contro Sordillo e il presidente della Lega Matarrese, ma passerà alla storia quello con la scritta che minaccia la secessione "O Zico o Austria". Poi, il 23 luglio, la giunta esecutiva del Coni darà ragione a Udinese e Roma consentendo a Zico e Cerezo (e agli altri stranieri acquistati dopo il 13 giugno) di poter essere regolarmente tesserati.
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