31 marzo 2019
31 marzo 2019

Testa al Milan

I rossoneri di Mister Gattuso sono agguerriti e in piena lotta per la Champions

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Il tour de force di tre partite in otto giorni porta l'Udinese, nel turno infrasettimanale, a Milano.
Trasferta di certo non semplice contro un Milan in piena lotta per la qualificazione alla prossima Champions League. Dopo un inizio stentato da sei punti nelle prime cinque partite, la formazione di Gattuso ha cambiato marcia trovando una continuità di risultati insospettabile per un gruppo giovane e reduce da parecchi stravolgimenti dentro e fuori dal campo. Paradossalmente proprio dalla “rivoluzione” di metà stagione è iniziata la crescita impetuosa dei rossoneri. Salutato, infatti, Higuain, Leonardo ha deciso di entrare a gamba tesa sul mercato investendo 70 milioni di euro, club che ha speso di più a gennaio, per assicurarsi Ksystof Piatek e Lucas Paquetà. Ebbene proprio il polacco e il brasiliano sono stati le chiavi di volta della stagione. Il primo è la vera sorpresa di questa annata , capace di colpire a raffica in zona gol, proprio come testimoniato dalla sua esultanza da pistolero.  La pericolosità di Piatek negli ultimi 16 metri è massima: basta un pallone sporco o vagante che lui riesce a tramutarlo in oro, sfruttando il suo fiuto per il gol e la rapidità nei movimenti nello stretto. Occhio, però, a non lasciargli il minimo angolo di tiro, il rapporto tra tiri tentati e conclusioni nello specchio è per lui elevatissimo. Ancor più sorprendente per certi versi l'adattamento a un mondo totalmente diverso per Paquetà, arrivato dal Brasile e immediatamente capace di prendersi il posto da titolare nel Milan senza più mollarlo. Nonostante le abissali differenze di nel modo di giocare tra il nostro campionato e quello verdeoro, il classe '97 si è pienamente calato negli schemi di Gattuso, riadattando anche il proprio ruolo da trequartista a mezz'ala di qualità e palleggio, riuscendo a sveltire il proprio passo e sfruttando le sue doti tecniche partendo da più dietro. Tutto questo gli è anche valso la chiamata in nazionale con tanto di esordio bagnato da gol. Ma la pietra miliare di questo Milan è la compattezza che gli ha permesso, soprattutto nell'ultimo periodo, di vincere tante partite soffrendo anche contro avversari della metà destra della classifica. A comandare la difesa Donnarumma, tornato sui suoi standard di rendimento dopo una stagione altalenante e spesso determinante con i suoi interventi. In difesa Gattuso ha trovato l'assetto ideale con il pacchetto composta da Calabria, Musacchio, Romagnoli e Rodriguez. Soprattutto la leadership di Romagnoli – match winner all'andata - è cresciuta esponenzialmente tanto da essersi guadagnato la fascia di capitano ad inizio stagione, sviluppando un'ottima alchimia col compagno di reparto argentino, tanto da rendere quella milanista la quarta retroguardia di tutta la serie A. Sugli esterni l'uomo di fiducia è Cahlanoglu, praticamente sempre presente anche nei momenti di forma non eccelsi. La sua tecnica e la sua pericolosità sui calci piazzati, oltre che nei tiri dalla distanza rientrando dalla sinistra, lo rendono unico per caratteristiche nella rosa. Attenzione, però, alle quotazioni di un Castillejo in cerca di spazio. Sul versante opposto l'imprevedibilità e l'estro di Suso, sempre una minaccia palla al piede. A completare la mediana con Paquetà, due tra Kessie, Bakayoko e Lucas Biglia. Possibile, infatti, che Gattuso vari qualche rotazione complici i tre impegni in una settimana, cercando di capire se sarà terminato o meno la “punizione” in panchina dell'ivoriano dopo la lite nel derby con Biglia.
Il Milan, tuttavia, ha spesso e volentieri faticato, come dimostrano le vittorie sofferte contro Chievo e Sassuolo e i pareggi contro Cagliari, Empoli, Frosinone e Bologna, senza dimenticare la vittoria arrivata all'andata soltanto al 97esimo dopo una gara per larghi tratti di sofferenza. E questa Udinese ha tutte le carte in regola per tentare lo sgambetto, con le sorprese sempre dietro l'angolo nei turni infrasettimanali.
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