06 aprile 2019
06 aprile 2019

Udinese Story

Lorenzo Bettini, il mago delle salvezze

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In una delle stagioni più delicate dell'Udinese degli ultimi anni, con la squadra impegnata nella lotta per la salvezza, non poteva non essere ricordato un grande attaccante bianconero, che negli anni 50 fu determinante per impedire ai bianconeri di retrocedere in più di un’occasione. Il personaggio in questione è Lorenzo Bettini, classe ‘31, cui era stato affibbiato il soprannome "la grande Berta", il super cannone tedesco usato nella prima guerra mondiale. Bettini si era meritato questo appellativo per il suo tiro potentissimo. È stato tra i protagonisti nel secondo posto del torneo ’54-‘55, in cui andò a segno 20 volte in 31 gare, superato nella classifica dei marcatori soltanto da Gunnar Nordahl.

Bettini è nato Villanuova sul Clisi e ha iniziato a giocare nella squadra cittadina ponendosi in grande evidenza come goleador. Viene acquistato dal Brescia nel 1949 e difende i colori delle rondinelle per due anni per poi fare un salto di qualità, destinazione Roma, sponda giallorossa. Nella Capitale incontra però difficoltà di ogni tipo, tanto che da essere parcheggiato al Palermo per una stagione (8 reti in 20 apparizioni). Le ottime performance siciliane gli fanno ottenere credito in casa Roma ma, anche per alcuni problemi muscolari, ha potuto giocare poco anche l’anno successivo (15 incontri e 9 reti), cosa che poi lo porta a non essere riconfermato. E’ stata dunque la volta del trasferimento all'Udinese, in un’operazione che ha portato Giosuè Stucchi nella capitale, centromediano postosi in evidenza con i friulani.

Nell'Udinese Bettini è subito esploso. Già nella prima giornata di campionato, al Moretti con l'Inter, si impone come uno dei migliori in campo nella vittoria per 2 a 0 dei friulani: solo un portentoso Giorgio Ghezzi tra i pali dei nerazzurri gli nega il gol. In coppia con “raggio di Luna” Selmosson forma la coppia più bella del campionato: mettono complessivamente a segno 34 reti. Entrambi poi passano alla Lazio per la cifra record di 200 milioni di lire, a cui il club capitolino fa fronte con una contropartita di 100 milioni più due attaccanti: Per Bredesen e l'ala sinistra ed ex nazionale Alberto Fontanesi.

Ancora una volta Bettini nella Capitale non ingrana. Nel primo anno realizza 12 gol in 32 partite, mentre nella seconda delude, mettendo a segno solo 3 reti in 9 apparizioni. Dopo una solo stagione ritorna all'Udinese. Nell sana provincia sembra rendere al meglio delle sue potenzialità: in coppia con l'argentino Pentrelli dà vita ad un tandem offensivo valido: 12 reti in 32 partite. L’anno successivo, quando Bruseschi affida la squadra a Miconi per sostituire Bigogno, passato all'Inter, Bettini non riesce a legare con il nuovo Mister e - si dice- che sia stato proprio lui a consigliare il Presidente di esonerare il tecnico a novembre. Bettini, che nel frattempo è diventato capitano, in quell'annata segna 7 reti, tutte pesantissime, in 33 incontri disputati. Poi nelle ultime due stagioni bianconere mantiene molto alto il suo rendimento. Nel ‘59-‘60 disputa 31 gare segnando 14 reti e nel ‘60-’61 si ripete, sempre con 31 presenze e 14 gol. 

Prima di lasciare il Friuli Bettini è stato anche determinante nello spareggio del giugno ‘61 a Bologna contro Lecco e Bari e segnando, nel match decisivo contro i lariani, l'ultimo gol in bianconero. Complessivamente vanta 155 presenze e 67 reti segnate con la maglia dell’Udinese. È il secondo miglior realizzatore bianconero in serie A dopo Totò Di Natale. 

Lorenzo Bettini Vanta anche 5 presenze in Nazionale B con 3 reti segnate.


Guido Gomirato
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