21 aprile 2019
21 aprile 2019

Udinese-Sassuolo a mente fredda

Il match report della partita

Igor Tudor, alla vigilia della sfida contro il Sassuolo, aveva predisposto due diktat di vitale importanza: dimenticare in fretta la sconfitta subita contro la Lazio e ritrovare la giusta fiducia nei nostri mezzi per affrontare a viso aperto la squadra di Roberto De Zerbi. Non che le gare tra Udinese e Sassuolo si siano contraddistinte nelle ultime stagioni per risultati pirotecnici o incontrastabili supremazie da una parte o dall’altra, ma il ritmo del gioco è stato sin dalle prime battute vivace e alquanto piacevole.
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I primi che hanno tentato di prendere il controllo del campo siamo stati noi: dapprima andando alla ricerca dell’ampiezza con le sventagliate di Musso sugli esterni e poi cercando l’impostazione rasoterra a partire dai piedi di Ekong. Il Sassuolo si è distribuito in campo con un atteggiamento speculare da un punto di vista tattico e orientato verso l’attendismo: pressing alto di Boga e Berardi sui nostri difensori con Rogério licenziato a innalzarsi di baricentro per pareggiarci numericamente durante la prima fase di palleggio. Noi abbiamo cercato di guadagnare più terreno possibile sfruttando i tagli di Pussetto e il generoso gioco spalle alla porta di Okaka, i neroverdi hanno puntato invece sulla rapidità di gamba dei loro attaccanti e le intercettazioni a centrocampo per ribaltare il fronte. In effetti la rete del vantaggio emiliano è frutto di un pallone recuperato sulla trequarti da Sensi: acuto nel leggere con anticipo la linea di un passaggio di Ekong, per poi duettare con Berardi e battere Musso. Alla mezz’ora più di qualche semplice brivido ha iniziato a perseguitarci, veritiero o confutato: l’Empoli in vantaggio contro la SPAL e noi sotto di un gol. Senza contare il gol del Bologna, firmato da Dzemaili e annullato dal VAR.
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Nei minuti di recupero abbiamo visto il Sassuolo chiudersi con cinque uomini nella sua area di rigore, Pussetto essere atterrato da una gomitata e Magnani spegnere una giocata al cashmere di De Paul. Dei SEGNALI che fanno una prova. Nel secondo tempo abbiamo giocato con un’altra intensità, costringendo i nostri avversari a quasi mezz’ora di trincea nella loro metà campo. Fatta eccezione per qualche sporadico tentativo di contropiede. Abbiamo dato tutto, ci abbiamo creduto: Lasagna per De Maio e poi Teodorczyk per Ekong. E in merito agli episodi è stato proprio Lasagna la vittima di un contatto in area di rigore avversaria con Demiral, che più che “spalla a spalla” sembra colpirlo allo scopo di sbilanciarlo sulla corsa. Il nostro forcing nell’ultimo quarto d’ora ha obbligato il Sassuolo a difendersi al completo e noi a peccare di lucidità in alcuni frangenti. A dieci dalla fine il mischione, la gambe che si incrociano alla ricerca della sfera. Chi per segnare e chi per spazzare. Okaka la sporca, Lirola sul rimpallo insacca la sua porta. A noi tutto il merito di aver rimesso sui binari giusti non solo una partita, bensì una giornata intera. Se alla mezz’ora del primo tempo eravamo circondati dai fantasmi, a dieci minuti dalla fine del secondo eravamo riusciti a scacciarli.
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La partita in pillole
 
Quello di ieri è stato il dodicesimo incontro diretto nella storia della Serie A tra Udinese e Sassuolo, con il ruolino di marcia complessivo e aggiornato che recita 5 pareggi, 4 vittorie per i neroverdi e 3 nostre. Per la compagine di De Zerbi secondo gol stagionale di Stefano Sensi dopo quello contro la Fiorentina a dicembre. Per noi invece autogol di Pol Lirola, sul quale tuttavia ci sono anche grandi meriti di Okaka. Di pari passo alla crisi di risultati degli emiliani lontano dal Mapei Stadium, conseguenza di quattro sconfitte e altrettanti pareggi (l’ultimo successo risale a dicembre, contro il Frosinone), continua la nostra striscia positiva tra le mura amiche della Dacia Arena: dal pareggio contro la Fiorentina del 3 febbraio sono sei i risultati utili consecutivi che abbiamo ottenuto nelle gare casalinghe. 4 successi e due x per noi. Il gol del pareggio di ieri, tra l’altro, è arrivato sugli sviluppi di un calcio piazzato: una situazione di gioco che nel campionato attualmente in corso d’opera ci ha fatto l’occhiolino in poche occasioni (8). La partita si è rivelata piuttosto equilibrata già nei dati relativi alle zone di campo: il 20% del gioco si è sviluppato nella nostra metà, il 35% in quella del Sassuolo ed il 45% nella fascia centrale. Nonostante il possesso palla sia stato a favore del Sassuolo (55%) non si può dire che i nostri abbiano sfigurato nella fase di costruzione. Nel primo tempo la costruzione della manovra è stata affidata a Ekong, dal quale è passato il 6.7% del nostro possesso palla complessivo, mentre con l’inizio della seconda frazione il baricentro si è spostato sul versante di centrosinistra con Samir: difatto il brasiliano ha gestito il 5.5% del fraseggio, ha effettuato 53 tocchi e completato 39 passaggi. Nella transizione offensiva, come già spiegato, De Paul ha sì ricoperto il ruolo di mezz’ala, ma agendo come “falso” regista: il diez argentino è stato coadiuvato da Mandragora, inizialmente vertice basso e poi interno dopo l’ingresso in campo di Sandro, effettuando 25 passaggi, 2 key passes e risultando il nostro field leader in quanto a tentativi a rete (3). A questi dati si aggiunge anche il 100% di contrasti vinti in fase difensiva (4 su 4). A proposito di sostanza non può non essere menzionata la generosa prestazione di Pussetto, che ha fatto registrare 4 intercettazioni e 5 duelli aerei in fase offensiva. Nei primi quarantacinque minuti le statistiche legate alle occasioni da gol ci vedevano condurre 5 a 4, a fine partita le nostre sono state 14 e le loro 10.
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