01 agosto 2019
01 agosto 2019

Accadde oggi

Udinese da seconda in serie A a retrocessa

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Il capolavoro dell'Udinese rappresentato dalla conquista del secondo posto nel campionato di A 1954-55 a sole quattro lunghezze dal Milan e dopo aver fatto sognare i fan bianconeri, fu sfregiato l'1 agosto 1955: il Consiglio di Lega, dopo un'indagine di alcuni mesi, escluse la squadra bianconera dalla serie A retrocedendola nella cadetteria per un illecito sportivo che si sarebbe consumato due anni prima, il 31 maggio 1953, in Pro Patria-Udinese, ultima giornata di campionato. 
Fu accolta in pieno la requisitoria dell'accusa, il capo ufficio indagini Alberto Rognoni, un conte di Cesena, fondatore della locale società di calcio, grande appassionato e profondo conoscitore del mondo del pallone. Secondo l'accusa, durante l'intervallo di Pro Patria-Udinese, con i bustocchi avanti di due reti, il giocatore dell' Udinese Daniele Revere avrebbe promesso ad alcuni calciatori della squadra lombarda 150 mila lire ciascuno (per complessivi 2 milioni di lire) per favorire il successo dell'Udinese. Alla fine la squadra bianconera riuscirà a capovolgere il risultato del primo tempo e a chiudere sul 3-2. In base ad alcune testimonianze, soprattutto a quelle del calciatore della Pro Patria Rinaldo Settembrini, l'Udinese fu retrocessa in B, mentre i calciatori della squadra bustocca, Guarnieri, Mannucci, Uboldi, Fossati conclusero la loro carriera. Travia e Donati furono squalificati per tre anni, mentre Settembrino, Belcastro e Candiani, grazie alle loro confessioni furono sospesi per sei e quattro mesi. Per la Pro Patria ci fu solo biasimo, rea di non aver denunciato l'accaduto. Per ironia della sorte la stessa Pro Patria, che nel 1954/55 era arrivata ultima dietro alla Spal, fu a sua volta ripescata, a causa della retrocessione, sempre a tavolino, anche del Catania, colpevole di aver corrotto un arbitro (Ugo Scaramella che era parente di un dirigente del club etneo).
Dopo il grave provvedimento il popolo friulano scese in piazza per protestare, il Presidente dell'Udinese Dino Bruseschi fu sul punto di dimettersi e con lui tutto il Consiglio direttivo. La Triestina fu solidale con i cugini, minaccio di non disputare il campionato 1955-56. In appello il provvedimento fu confermato, l'Udinese ripartì dalla B, vinse alla grande quel campionato e ritornò in A per conquistare nel 1956-57 il quarto posto.
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