News Oddo: io ancora più motivato di un mese fa
03 marzo 2018
"La squadra è in salute e continuando con le prestazioni arriveranno anche i risultati"

Oddo: io ancora più motivato di un mese fa

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Queste le parole del Mister Massimo Oddo nella conferenza stampa di presentazione della partita di domani in cui l’Udinese affronterà la Fiorentina.

Buongiorno Mister. Le ultime prestazioni della squadra sono state buone pur non avendo raccolto quanto la squadra meritasse. Sono segnali che la fanno ben sperare per la partita di domani?

«Conosciamo tutti il calcio dove la cosa più importante sono i risultati e non le prestazioni anche se tramite queste arrivano i risultati. Io sono sereno, la squadra è in salute, crea gioco e crede in quello che fa, i ragazzi la domenica danno il massimo, comprendo però che dal punto di vista del tifoso magari ci sia un po’ di pessimismo, perché a volte non vincere quando si fa bene dà fastidio».

A questo punto del campionato con l’Udinese in una zona di classifica tranquilla forse è giunto il momento di schierare i giocatori che finora hanno avuto meno spazio.

«A me non interessa niente della prospettiva ridotta in chiave Europa League, io ora sono ancora più motivato di un mese fa,  di quando cioè eravamo a due punti dalla zona Uefa. Io ho almeno un obiettivo ogni domenica quindi non metto in campo una formazione per provare chissà che cosa ma quella che mi dà maggiori garanzie. Va in campo chi se lo merita, poi avremo tempo per pensare a chi rimane il prossimo anno, io so quelle che sono le caratteristiche dei giocatori e se la società mi domandasse chi voglio che rimanga e chi no io ho giò le idee chiare a riguardo».

In trasferta con la Sampdoria hai scelto Jankto al fianco di De Paul, forse in casa hai bisogno di trovare un’altra soluzione in attacco?

«Dipende dalle partite. Nel momento in cui il mister fa delle scelte e uno va in panchina ci va perché in una determinata partita servono certe caratteristiche. Jankto ero convinto potesse fare una grande partita perché negli spazi si esalta e siccome contro la Sampdoria gli spazi ampi erano preventivabili allora l’ho messo in campo, ma faccio fatica a trovare un giocatore che a Genova abbia giocato male».

Ti aspetti qualcosa di particolare da Perica domani?

«Io non chiedo solo a Perica ma a tutti quelli che domani metterò in campo il massimo delle motivazioni a fare bene, anche chi va in panchina deve essere arrabbiato e dimostrare le sue capacità. Una volta gioca uno e una volta gioca un altro perciò questo non deve rappresentare un problema. Io sono qui per fare delle scelte, a volte le azzecco e a volte le sbaglio, purtroppo è così, ma  questo è il mio ruolo».

Quanto possono condizionare le diffide di Jankto e Barak?

«In alcun modo. Adesso pensiamo alla partita di domani e non a quelle seguenti, ripeto domani dobbiamo avere l’ossessione di dare tutto quello che abbiamo e basta».

La Fiorentina è molto rinnovata rispetto alla scorsa stagione. Cos’è che la preoccupa dei viola?

«Credo sia una squadra ben costruita con tanti giovani, pertanto alcuni passi falsi che hanno fatto ci stanno, sarà una partita alla nostra portata, d’altronde ogni partita ha una storia a sé e noi dobbiamo solo scendere in campo provando a dare tutto quello che abbiamo».

Per quanto riguarda Behrami quanta autonomia ha in termini di minutaggio?

«Valon è per noi un giocatore talmente importante che quando può partirte dall’inizio è difficile rinunciarvi perché in campo dà equilibri tattici e comunicativi. Domani mi può garantire almeno un’ora di gioco diventando così un giocatore molto importante per il collettivo. Anche Balic lo sta diventando compiendo passi importanti, ha solo la sfortuna di avere davanti un giocatore come Behrami, ma sta facendo un percorso molto buono per un ragazzo come lui che ha solo 20 anni».

Il suo scopo è anche quello di recuperare i giocatori per finire il campionato in crescendo?

«I miei obiettivi sono la salvezza, dare un’identità alla squadra e migliorare le prestazioni dei giocatori. Poi se siamo arrivati a pochi punti dall’Europa League è un fatto molto positivo ma ciò non deve trasformarsi in un’ossessione. L’identità della squadra è sotto gli occhi di tutti, perciò da questo punto di vista direi che l’obiettivo è stato raggiunto. Siamo migliorati in solidità e compattezza, siamo a pochi punti dalla salvezza e trovo che tanti singoli stiano migliorando perciò siamo in linea con gli obiettivi».

Gino Pozzo in settimana ha fatto intendere che c’è la possibilità del rinnovo automatico del suo contratto. Quanto lo sente vicino?

«Io ho un contratto con opzione automatica se dovessi arrivare entro la dodicesima posizione. Se dovessi invece giungere tredicesimo questa opzione non vale più. Io qui ci vorrei rimanere perciò se pensate che io non abbia più obiettivi vi sbagliate di grosso, il mio primo obiettivo è quello di rimanere qua vedendo rinnovata la fiducia nei miei confronti. Per come ragiono io penso solo al presente e voglio ribadire che per me l’Udinese è un punto di arrivo non di partenza».

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