25 agosto 2019
25 agosto 2019

Pinzi e la sua Udinese

L’ultimo gol in A proprio ai rossoneri: “A me il Milan portava bene”

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Contro il Milan sono arrivati in volata i traguardi più importanti con la maglia dell’Udinese, nonché l’ultimo gol in Serie A. Per Giampiero Pinzi quella con il Diavolo rossonero non è mai una partita come tutte le altre, nemmeno dalla panchina: “Tra i ricordi più belli ho senza dubbio il pareggio casalingo del maggio 2005 (1-1, con reti di Di Michele e Serginho), che ci è valso per la prima volta l’ingresso in Champions League, con Spalletti. Era l'ultima giornata, avevamo una grandissima tensione dentro di noi per l’importanza di quella sfida: mi ricordo che in campo eravamo molto bloccati, con uno stadio tutto esaurito, si respirava una atmosfera incredibile. Le gambe non giravano, in 90’ ci giocavamo gli sforzi di tutta una stagione. Ho l’immagine impressa di tutto questo pubblico, con un frastuono pazzesco negli spalti. Per fortuna alla fine è bastato un punto!”.
 
Una storia che si sarebbe ripetuta qualche anno più tardi, nel 2011 con Guidolin: “Fu un altro pareggio con i nervi a fior di pelle, con occasioni enormi da entrambe le parti ma nessun gol. Il Milan veniva qui libero di testa con lo scudetto in tasca, psicologicamente era altrettanto dura, pur con una atmosfera stupenda e una festa meravigliosa in città, così come era successo 6 anni prima”.
 
Dagli ultimi 90’ al debutto della stagione, il Milan torna ad essere la prima avversaria in calendario, come non succedeva dal 2002: “Le prime partite sono sempre delle incognite, difficili da gestire. Non sai ancora bene come stai fisicamente, a che punto sei a livello tattico, in che condizione è la tua avversaria. Oggi abbiamo un mix tra giovani e ragazzi più esperti, questi sono gli incontri più belli da giocare e anche stavolta sarà sold-out. L’attesa e l’emozione del pubblico per la squadra genereranno un giusto clima per una battaglia sportiva dove dare tutto. E’ il nostro fortino, abbiamo un calendario che sulla carta inizialmente ci agevola con 3 gare in casa su 4 e dobbiamo approfittare del loro calore, senza lasciare nulla al caso”.
 
25 Aprile 2015, al 58’ sugli sviluppi di un corner è il numero 66 a rompere l’equilibrio: “Ho segnato la mia ultima rete in A con il Milan, nel vecchio Friuli. Sotto la Sud, in una partita che poi avremmo vinto 2-1. L’impianto era per metà demolito, in attesa di essere ricostruito. Quello è un piccolo grande rammarico che mi porto dentro di un gol importante. Averlo segnato con lo stadio attuale, pieno, sarebbe stato ancora meglio. Ma come fai a scordarti l’ultimo gol? Il Milan mi ha sempre un po’ portato bene, giustamente ho chiuso il conto con la mia vittima preferita”.
 
Dal ritorno all’Udinese, nelle gare casalinghe è sempre partito un coro dalla Curva Nord: “Fa piacere aver lasciato un certo tipo di memoria di quello che ho fatto per questi colori, c’è sempre stato un rapporto speciale, indistruttibile. Adesso anche i giocatori in spogliatoio mi cantano i cori, mi prendono in giro simpaticamente. Percepisco grande affetto dopo tutti questi anni passati insieme”.
 
MAURIZIO FERRARI
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