News Tudor: con il Bologna l’imperativo sarà segnare e non subire reti
19 maggio 2018
"Migliorare quanto di buono fatto a Verona per regalare ai tifosi la salvezza"

Tudor: con il Bologna l’imperativo sarà segnare e non subire reti

Queste le parole di Mister Igor Tudor in vista dell’ultima partita di campionato che vedrà domani l’Udinese opposta al Bologna nel sold out della “Dacia Arena”.


Buonasera Mister. Siamo giunti all’ultima partita di campionato che l’Udinese dovrà necessariamente vincere per non doversi aspettare regali da nessuno.

«Sono d’accordo. Non dovremo guardare le altre squadre perché il pensare ai risultati degli altri toglie forze e concentrazione su quello che è il nostro obiettivo, ossia finire il campionato con una bella vittoria di fronte al nostro numeroso pubblico».

Ci sono problemi di formazione o domani mancheranno solo Balic e Behrami, oltre al lungodegente Angella?

«Balic si è fatto male in settimana in allenamento e domani non potrà essere dei nostri, mentre Valon è squalificato, tutti gli altri invece sono a disposizione».

Prima ha detto che “è importante non guardare i risultati degli altri”. In settimana ha affrontato questo argomento con la squadra oppure è frutto di un ragionamento personale?

«Io in queste tre settimane che ho lavorato qua ho sempre dato il massimo perché credo che il gioco espresso la domenica sia lo specchio del lavoro svolto durante la settimana. In tal senso mi piace sottolineare come la squadra in generale abbia corso tantissimo domenica scorsa: questo è un elemento che conferma la tesi secondo la quale la squadra contro il Verona ha dato tutto. Sono cose che fanno piacere».

Sperava di salvarsi prima o era cosciente della possibilità di salvarsi solamente all’ultima giornata?

«Ovviamente avrei preferito salvarmi prima ma in ogni caso, anche se avessimo ottenuto prima la salvezza, domani avremmo cercato di dare il massimo. La squadra anche domenica scorsa si è sacrificata tanto e gli zero gol subiti a Verona sono il primo mattoncino di fiducia per la gara di domani».

La squadra a Verona nel secondo tempo ha abbassato il proprio baricentro per una scelta propria o condizionata da altre cause come l’avversario o la stanchezza?

«Può capitare che la squadra si tiri un po’ indietro quando sta ottenendo un buon risultato, ma anche giocando più arretrati non significa automaticamente che ci siamo chiusi. Si difende più bassi, ma sempre con un certo criterio, sempre con 8 giocatori pronti a ripartire. Il risultato lo si è visto perché non abbiamo concesso gol agli avversari».

Lei non dà grande rilevanza alla tattica ma si può dire che la difesa a quattro abbia dato qualche garanzia in più alla squadra?

«Concordo. Sapevo che non sarebbe stato facile, perché se la squadra ha giocato tutto l’anno a tre dietro era plausibile che trovasse dei problemi di assestamento con un cambiamento di modulo, ho voluto provarci lo stesso e posso dire che è andata bene».

Jankto e Barak l’hanno convinta?

«Barak è un giocatore di sostanza, ma non di fascia pur potendo svolgere diversi ruoli, sulla corsia laterale invece Jankto è più propenso a fare bene». 

Come si aspetta il Bologna?

«L’avversario l’abbiamo studiato bene in settimana, ha due assenze importanti che possono rivelarsi un vantaggio per noi e al tempo stesso uno svantaggio, perché in situazioni come queste chi ha giocato meno ha sempre con sé il desiderio di mettersi in mostra. È sempre la squadra a fare la differenza e spero che domani sia la nostra a farlo».

Domani servirà molta personalità per cercare di vincere la partita.

«Riassumendo in una frase cosa ci aspetta domani posso dire che bisognerà migliorare le cose buone dimostrate con il Verona e cambiare in meglio quanto di meno buono abbiamo espresso, senza subire gol e facendone a nostra volta. Questo è il concetto che dovremo mettere in pratica domani».
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