News Qui Primavera: conosciamo meglio Semuel Pizzignacco
19 febbraio 2018
Partito da Monfalcone con l’obiettivo di arrivare in alto

Qui Primavera: conosciamo meglio Semuel Pizzignacco

124 Primavera Udinese-Inter 20-01-2018 © Foto Petrussi.jpg
Semuel Pizzignacco è uno dei portieri della formazione Primavera che ben sta figurando nel campionato di categoria. Classe 2001, oltre a far parte del gruppo guidato da Giulio Giacomin, molto spesso sta provando “l’ebbrezza” della convocazione in Prima Squadra attraverso la quale respirare l’aria della massima serie.

“Sono nato a Monfalcone nel 2001 e ho iniziato a giocare nello Staranzano all’età di sei anni; trascorsi quattro anni nelle categorie giovanili della società isontina sono passato al Cjarlins Muzane. Lì sono rimasto per due stagioni, al termine delle quali mi hanno chiamato per fare un provino all’Udinese e ora sono nella Primavera bianconera”.

Hai iniziato da subito a giocare a calcio nel ruolo di portiere?

“Sì, è un ruolo che mi è sempre piaciuto ed è una posizione nella quale ho iniziato a giocare fin da subito. Non ho mai avuto dubbi a riguardo”.

Com’è stato provare l’ebbrezza di vedersi convocato con la prima squadra?

“È stato molto emozionante, forse però più del respirare l’aria della Serie A dalla panchina mi ha fatto effetto l’affrontare i giocatori della prima squadra negli allenamenti che facciamo durante la settimana. All’inizio facevo fatica a crederci ma poi con il passare del tempo ho imparato a concentrarmi e mano a mano che mi è capitato di giocare con loro devo dire che mi sono trovato sempre meglio". 

Nella Primavera mister Giacomin è solito alternare molto i portieri. Come vivi questa situazione?

“Bene. È una condizione che mi sprona a dare sempre il meglio visto che la mia speranza è quella di arrivare il più in alto possibile. Quest’anno stiamo alternando ottime prestazioni ad altre rivedibili, ma ciò è dovuto al fatto che il campionato è alquanto difficile. Il nostro rendimento durante le partite dipende molto da come entriamo in campo perché a volte ci capita di giocare male un tempo per poi rifarci nella seconda parte della partita. Dobbiamo lavorare sulla continuità. Le retrocessioni ci hanno responsabilizzati: il nostro obiettivo comunque rimane la conquista della salvezza e per ottenerla daremo tutti noi stessi”.

Che idea ti sei fatto della stagione della prima squadra?

“Quello disputato finora dall’Udinese è stato un campionato alquanto ambivalente. All’inizio non è partita bene, poi con l’arrivo di mister Oddo direi che le cose sono migliorate di molto. Per come si sta esprimendo ora la squadra credo che l’Europa sia un obiettivo alla portata”.
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