27 febbraio 2019
27 febbraio 2019

Dietro le quinte

Conosciamo Fabio Vittori

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L’Udinese ha oltre cento dipendenti: persone che ogni giorno lavorano a supporto della squadra, al fianco della società. Lavorare in squadra non è un tema che riguarda solo il campo, i giocatori e il mister: riguarda tante persone, le cui competenze sono indispensabili per far funzionare la macchina organizzativa.
Il primo ingranaggio della grande macchina udinese a presentarsi è un friulano “doc”. Fabio Vittori si occupa, tra le altre cose, delle pratiche amministrative relative a tutti i trasferimenti dei giocatori bianconeri. Lavora in Udinese dal 2010 come Segretario sportivo, una figura essenziale in un’organizzazione complessa come quella di una squadra di Serie A.
 
Cosa fa un segretario sportivo?
“Il mio compito è quello di mantenere i rapporti con l’Ufficio Tesseramenti della Lega Serie A e con la FIGC. Il Segretario sportivo è anche il referente per licenze nazionali e per licenze UEFA: si tratta di certificazioni necessarie per giocare in competizioni in Italia e in Europa, per le quali annualmente comunichiamo il rispetto di alcuni criteri come canoni infrastrutturali, economico-finanziari, sportivi (con particolare attenzione al settore giovanile) e criteri organizzativi (dipendenti dalla presenza di una serie di figure qualificate per i ruoli richiesti). Nel giorno di gara sono l’addetto all’accoglienza dell’arbitro e dei suoi collaboratori.
 
Come funzionano acquisti e cessioni? Siamo sempre abituati a leggere “è stato venduto” o “è stato comprato”, ma cosa c’è dietro al risultato ottenuto?
Il Segretario sportivo non entra nel merito della trattativa che può portare un giocatore ad arrivare o ad andarsene da un club. Io intervengo a monte della trattativa, quando magari c’è solo un interessamento, comunicando eventuali normative nazionali, novità e differenze rispetto agli anni precedenti, modifiche a livello di contratti, l’inserimento di nuove opzioni come i premi di rendimento o i diritti di recompra. In sostanza il mio ruolo è quello di essere sempre up to date sulla normativa vigente che riguarda i trasferimenti e la contrattualistica degli stessi. Una volta che la trattativa si è conclusa, il tutto viene formalizzato su una modulistica federale precodificata, se si tratta di un trasferimento nazionale, e i contratti vengono depositati direttamente in Lega a Milano. In caso di trasferimenti internazionali, invece, è necessario interfacciarsi con l’Ufficio Tesseramento della FIGC a Roma e in questi casi non è prevista una modulistica standard da compilare, e quindi i contratti possono essere molto più variegati, ma, una volta completata, firmata e depositata la documentazione del trasferimento tra i club, è obbligatoria la compilazione on-line del FIFA TMS (Transer Matching System), in modo da confermare tutte le clausole e le condizioni del trasferimento sulla piattaforma della FIFA. 
 
Hai vissuto aneddoti particolari in questi anni?
Qualche anno fa eravamo interessati a tesserare uno dei figli di Marcio Amoroso, Giovanni, nato a Udine, ma residente in Brasile. Il ragazzo, a quel tempo minorenne, veniva considerato come appartenente alla Federazione Brasiliana nonostante avesse la doppia cittadinanza. Secondo il regolamento della FIFA non possono essere tesserati da squadre europee, minorenni non appartenenti a una federazione del vecchio continente, se non in casi molto particolari, come ad esempio il trasferimento per motivi umanitari. La cittadinanza italiana però lo rendeva un unicum nel suo genere, tanto che, dopo alcuni tentativi siamo riusciti a convincere la FIFA della necessità di creare una deroga per situazioni simili. Possiamo dire che Udinese Calcio in quell’occasione ha fatto giurisprudenza.
 
Cosa vedi negli occhi di un giocatore che sta firmando il suo primo contratto da professionista?
Dipende moltissimo dalla persona che mi trovo davanti, ma una cosa la posso dire: i ragazzi che ho visto più emozionati, quelli che hanno dimostrato più umiltà, sono poi quelli che ho visto fare più strada. 
 
Qual è il giocatore che in tutti questi anni ti ha stupito di più?
Allan è un ragazzo che ha fatto vedere da subito di essere umile e non avrei mai pensato che arrivasse a questi livelli. E Roberto Pereyra che, nonostante arrivasse da un club importante come il River Plate, non è stato subito titolare inamovibile, ma poi è esploso mostrando tutte le sue qualità. Ha dovuto inserirsi in una squadra forte, ritagliandosi il suo posto in campo. La prima partita che ha giocato è stata un’Udinese-Napoli in cui si è conquistato i gradi da titolare, diventando un elemento fisso dell'undici di partenza.
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