News Julio Velázquez è il nuovo mister bianconero
08 giugno 2018
"Prometto rispetto massimo per i tifosi. Lavorerò per farli identificare con la nostra squadra"

Julio Velázquez è il nuovo mister bianconero

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Julio Vélazquez è il nuovo allenatore dell'Udinese, oggi è stato presentato dal Direttore Generale Franco Collavino, primo a prendere la parola nel ringraziare i convenuti a nome della società:

«L’Udinese ha la necessità di iniziare un nuovo progetto con obiettivi di medio periodo. Velázquez va nella tradizione consolidatasi negli anni di avvicinare a Udine allenatori giovani e meno noti che portino però con sé nuove idee e un buon calcio. Negli ultimi anni abbiamo avuto con noi degli allenatori che non corrispondevano a queste caratteristiche e per questo si è scelto di cambiare strada prendendo un mister che propone un calcio innovativo. Velázquez è la persona giusta che coniuga la novità con la tradizione del calcio italiano. Abbiamo firmato un contratto di tre anni per lui e per il suo staff, vale a dire il suo secondo, un preparatore atletico e un match analyst. Ci tengo infine a ringraziare Igor Tudor e il suo vice Iuliano per il compito svolto nell’ultimo scorcio di campionato. A loro va il nostro ringraziamento».

Una scelta di questo tipo presuppone un progetto particolare, qual è?
«Noi vogliamo operare un cambiamento, cercando di avere con noi una persona che appartenga a una scuola moderna, a un calcio innovativo, un calcio esistente già in Spagna e Portogallo e che anche in altre parti d’Europa sta andando per la maggiore. Abbiamo voluto creare le condizioni affinché questo progetto possa partire anche qui a Udine».

La parola poi è passata al nuovo Mister bianconero.

Quali sono i motivi per il quale ha accettato di scegliere il progetto dell’Udinese?
«È un piacere essere qui e approfitto per ringraziare la società che ha pensato a me per questo progetto tecnico. Io e il mio team arriviamo qui con grande passione per ottenere il massimo assieme alla società e ai tifosi. Il motivo principale della mia scelta è una somma di circostanze, per prima cosa credo che la Serie A italiana sia uno dei migliori campionati di calcio del mondo, in secondo luogo ritengo l’Udinese una squadra di primo livello e infine devo dire che i Pozzo mi hanno dimostrato una fiducia senza pari. Analizzando il progetto e il contesto in cui mi trovo posso dire di essere nella situazione perfetta per ottenere il meglio assieme alla società. Il calcio italiano è di alto rendimento. Proveremo a rimanere fedeli a quello che sarà il nostro gioco e per questo proveremo a creare un calcio estetico ma che fornisca anche dei risultati».

Cosa le ha chiesto la società in quanto ad obiettivi e quali risultati si aspetta lei in questo suo primo anno di serie A?
«Per prima cosa ci sarà da fare un lavoro congiunto assiema alla società, cercando di sviluppare le capacità di ogni giocatore che abbiamo a disposizione. Dobbiamo cercare di migliorare di settimana in settimana tentando di essere il più ambiziosi possibile mantenendo una mentalità positiva sempre nell’ambito di quelle che sono gli obiettivi della società».

Manca un mese all’inizio del ritiro, ha già visto le qualità della rosa e di conseguenza si è fatto un’idea su chi può puntare dei giocatori attualmente in rosa?
«Ho visto tutte le partite dell’Udinese di questo campionato e conosco tutti i profili dei giocatori, ci sono delle potenzialità interessanti, la squadra è versatile, ora abbiamo un mese di tempo per decidere assieme agli osservatori quali giocatori tenere. Ci serviranno persone che giochino con fame e con il cuore e che offrano sia un redimento immediato ma che possano migliorare nel medio e nel lungo termine».

Lei consiglierà qualche giocatore al club?
«Il calcio moderno è cresciuto in maniera esponenziale, ma io credo che nelle società come questa ci siano persone preposte a dare indicazioni di massima come i responsabili dello scouting. Io credo nei ruoli e nel dialogo, perciò la cosa fondamentale è quella di mantenere una filosofia comune e credere in un certo tipo di giocatori. Se lavoreremo coordinandoci tutti assieme faremo un buon lavoro di gruppo».

Negli ultimi quattro anni l’Udinese ha fatto molta fatica. Lei ora è chiamato a un compito molto gravoso di rilancio della squadra.
«A me piace avere una mentalità positiva per migliorarsi continuamente, credo di trovarmi in una grande società dalle possibilità incommensurabili per poter fare sempre meglio. Dobbiamo guardare al passato con l’obiettivo di migliorarci e di migliorare il rendimento della squadra senza pensare a lamentarci di quello che è accaduto fino ad ora». 

Cosa si sente di promettere ai tifosi dell’Udinese?
«Non posso promettere niente, posso solo dire che la mia idea è quella di sviluppare un lavoro con la massima disciplina possibile: prometto ordine, rigore e disciplina cercando di fare in modo che la tifoseria sia sempre felice di venire allo stadio e che si identifichi con la loro squadra e con quello che vedono sul terreno di gioco».

Quali sono le differenze fra la serie B spagnola e la A italiana e quando ha saputo di venire all’Udinese? 
«Io e la società ci sonosciamo da nove mesi e riguardo la conoscenza del calcio posso dire che da allenatore mi piace essere al corrente di tutte le categorie. Ci sono connotazioni particolari in ogni campionato e a partire da queste peculiarità credo che la componente fondamentale, al di là di ogni categoria, siano i giocatori. Io cercherò di fare in modo che lo schema di gioco che utilizzerò si possa configurare ai giocatori a mia disposizione».

Lei crede di riuscire a coniugare il tipo di calcio così tattico che c’è in Italia con il protagonismo insito nei giocatori?
«Ciò che pretenderò da subito sarà di sviluppare una squadra versatile e che faccia il proprio gioco in modo dinamico adattandosi a ogni tipo di situazione. Credo nel possesso palla però so che posso arrivare alla porta avversaria con 15 passaggi così come con tre, quello che voglio ottenere è che la mia squadra pratichi un gioco versatile e cerchi di dominare i diversi registri di gioco». 

Per ottenere i risultati conta anche avere un gruppo compatto che remi dalla stessa parte. Nell’Udinese degli ultimi anni ci sono stati molti stranieri e la critica che alcuni muovono al club è che manca uno zoccolo duro di italiani. Concorda con questa opinione o crede che si possano ottenere buoni risultati anche con 25 stranieri in rosa?
«Concordo nell’idea che è necessaria una comunione d’intenti per arrivare a un unico obiettivo. Il calcio si è globalizzato però la cosa importante è che a tutti gli stranieri siano coscienti dell’importanza del club con cui giocano e del progetto comune».

Quanto dovrà essere cambiata la squadra?
«Ci sono in rosa dei profili estremamente interessanti, al momento stiamo parlando fra di noi sui giocatori che potranno avere un futuro con l’Udinese e su altri profili esterni che ci possono interessare. A riguardo posso dire che abbiamo le idee chiare».

A margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo mister sono state poste un paio di domande al DG Collavino inerenti i prossimi appuntamenti che riguardano l’Udinese. 

Ci sono già le date del ritiro?
«L’inizio della nuova stagione è fissato per il 5 luglio, faremo un periodo di pre-ritiro qui a Udine dal 5 al 17 luglio mentre per il ritiro vero e proprio torneremo a St. Veit, in Austria, a partire dal 18 luglio fino al 5 agosto».
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