News Viaggio nel pianeta Nicola
13 novembre 2018
La carriera di un allenatore che lascia il segno

Viaggio nel pianeta Nicola

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“Fin da quando ho iniziato ad allenare ho sempre avuto un unico obiettivo: regalare emozioni”. È questa la filosofia che guida l’allenatore piemontese da pochissimi giorni sulla pachina dell Udinese. Davide Nicola persegue i suoi obiettivi con intensità, coraggio, determinazione, ma anche equilibrio, consapevolezza ed entusiasmo. Così interpreta il calcio, da sempre. Ed è anche per questo che l’Udinese ha deciso di affidargli la conduzione della prima squadra, in un momento particolare della stagione.
 
Nicola ha dimostrato di avere una visione del calcio molto chiara, da quando ha iniziato ad allenare nel 2010, al Lumezzane ultimo club di cui ha vestito la casacca da calciatore, fino ad arrivare alla salvezza in Serie A con il Crotone. La sua crescita professionale è passata dalle panchine di Livorno, con la promozione nella massima categoria al termine della stagione 2012-2013, e Bari, dove a dicembre 2015 è riuscito a centrare il record dei 35 punti ottenuti in 18 giornate (non accadeva dal 1985). Ma è in Calabria che il giovane allenatore torinese classe ‘73 è riuscito a compiere l’impresa (finora) più importante. Nell’estate del 2016, infatti, la società rossoblu neopromossa in Serie A decide di affidargli la guida tecnica con l’obiettivo di mantenere la categoria.
Un obiettivo che, giornata dopo giornata, assume i contorni della mission impossible. Nove sono i punti raccolti al termine del girone di andata, il finale sembra già scritto. Sembra, perchè tutta la tenacia di Nicola emerge d’improvviso e con essa i punti che consentono al Crotone di raggiungere, a fine stagione, l’insperato traguardo.
 
Al risultato straordinario, poi, si aggiunge un’altra impresa altrettanto eccezionale: il tecnico piemontese, infatti, mantiene la promessa di tornare a casa (a Vigone, in provincia di Torino) in bici, percorrendo oltre 1.300 chilometri. Un “pegno” pagato con serietà, che si è trasformato in un viaggio nel passato e in una miriade di ricordi (ha fatto tappa a Bari, Pescara, Ancona, Livorno, Genova...) ed emozioni. Proprio quest’ultime rappresentano un’altra chiave di lettura della filosofia di Nicola.
 
Attraverso il lavoro, l’attenzione quotidiana ai dettagli, la riscoperta della consapevolezza e dell’emozionalità, un insieme di giocatori può diventare squadra all’interno della quale le peculiarità dei singoli si trasformano in valore aggiunto, a servizio del gruppo. Ecco perchè il tecnico predilige un sistema di gioco organizzato e propositivo, nel quale la leadership è condivisa e ogni elemento viene valorizzato in base alle sue potenzialità. Non ci sono solo aspetti tecnici e tattici nel Nicola-pensiero, dunque, ma anche la psicologia acquista una certa rilevanza. Da queste basi comincia la sua nuova avventura all’Udinese. Benvenuto Mister.
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