12 giugno 2019
12 giugno 2019

La biografia sportiva di Mato

La carriera del nostro nuovo centrocampista

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PROMJENA, che in bosniaco stà per cambiamento. Intorno a questo concetto si sono sviluppate, di pari passo, la vita e la carriera di Mato Jajalo, il nostro primo rinforzo di questa sessione di mercato. Che ha firmato nella giornata di ieri un contratto valido fino al 2022. Nato a Jajce nel maggio del 1988 e costretto a emigrare insieme alla famiglia in Germania, ad appena cinque anni, a causa della guerra, Mato inizia a tirare i primi calci al pallone nelle giovanili dei Kickers Offenbach, squadra che attualmente milita nella Regionalliga Südwest (la quarta divisione del calcio tedesco). Nel 1999 viene tesserato dai croati dello Slaven Belupo, club con sede a Koprivnica nel quale fa il suo esordio nella Prva Liga nella stagione 2007–2008. In due anni saranno 69 le presenze con i «Farmaceuti», delle quali 6 in quella che all’epoca veniva ancora chiamata Coppa UEFA. Un’esperienza che creerà le premesse al suo primo approdo in Serie A.
L’anno dopo ecco lo sbarco in Italia, con la maglia del Siena, in un'annata decisamente travagliata per i toscani. Marco Giampaolo lo impiega come interno di centrocampo, mentre i suoi successori, Baroni e Malesani, lo utilizzano maggiormente come trequartista o esterno d’attacco. Dopo venticinque partite e complice la retrocessione in cadetteria del club toscano, nel luglio del 2010, Mato viene preso in prestito con diritto di riscatto dal Colonia. Nella sua esperienza in Bundesliga Jajalo viene finalmente sospinto dal vento del cambiamento: l’allenatore Zvonimir Soldo, di nazionalità croata, abbassa il suo raggio d’azione alla linea mediana. Una posizione che gli permetterà di conquistare un ruolo da protagonista: le presenze in quattro importanti stagioni saranno 98, impreziosite da 7 gol. Nel gennaio del 2014 và in prestito semestrale al Sarajevo, e dopo un anno passa al Rijeka, dove raccoglie 33 gettoni e 2 firme sul tabellino dei marcatori. Pochi mesi, di transizione più che altro, in cui arriveranno anche due trofei: rispettivamente una Coppa di Bosnia e una Supercoppa di Croazia.
A contratto scaduto, nel 2015, il Palermo decide di puntare su di lui con decisione. Mato fa così il suo ritorno nella massima serie del calcio italiano, dopo cinque anni. E proprio in Sicilia il ragazzo di Jajce diventa il custode delle chiavi del centrocampo rosanero: leader e motore della squadra, in grado di affermarsi come il giocatore straniero con più presenze nella storia del club (147), nonché come miglior centrocampista dell’ultima edizione della Serie B, giusto pochi mesi fa. Il vento del cambiamento, per l’appunto. Lo stesso, incessante e legiferatore, che nel 2016 lo convince a scegliere la Bosnia anziché la Croazia, nazionale con la quale aveva disputato due amichevoli nel biennio 2014-2015 (contro Argentina e Gibilterra), dopo la trafila nelle giovanili e la fascia di capitato nei tre anni giocati con l’Under-21. Ora Mato Jajalo si presenta a Udine con un curriculum di tutto rispetto. Desideroso di rubare più palloni possibile, di arricchire di efficaci geometrie il nostro gioco, di spaccare la porta avversaria. Dobrodošli, Mato!
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