27 febbraio 2019
27 febbraio 2019

Le armi del Bologna

Una squadra che punta sulla versatilità

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Dopo la sosta “forzata” dello scorso weekend, domenica pomeriggio scenderemo in campo alla Dacia Arena per un’altra sfida da non perdere. Contro il Bologna, infatti, cercheremo di dare continuità alla vittoria con il Chievo, consapevoli che i nostri prossimi avversari vantano molti più punti di forza di quanto non dica la classifica. A cominciare dall’attacco, che consente a mister Sinisa Mihajlovic di avere a disposizione molteplici soluzioni.
 
STAGIONE – In una stagione che si sta rivelando particolarmente travagliata, sono solo tre le vittorie conquistate dai rossoblu, di cui due tra le mura amiche contro la Roma e contro di noi e una in trasferta, allo stadio Giuseppe Meazza contro l’Inter. Nove, invece, i pareggi collezionati da Skorupski & co. dei quali quattro al Renato Dall’Ara con Torino, Fiorentina, Milan e Genoa (ultimo risultato utile centrato dai felsinei, a cui hanno fatto seguito le sconfitte con Roma e Juventus) e cinque fuori casa con Frosinone, Sassuolo, Chievo, Parma e Spal. Risultati a parte, tuttavia, nelle ultime settimane la squadra emiliana ha dimostrato di essere in crescita e ciò ci induce a tenere alta l’attenzione.
 
CHIAVE TATTICA – Inoltre il Bologna è una squadra in continua evoluzione, anche dal punto di vista tattico. Rispetto alla precedente gestione, infatti, il modulo maggiormente impiegato da mister Mihajlovic è il 4-3-3 con alcune “declinazioni” (4-2-3-1 o, più raramente, 4-4-1-1). In fase di possesso i due centrali, uno dei quali è il nostro ex capitano Danilo, scaricano la palla al vertice basso, solitamente Erick Pulgar - che sarà squalificato contro di noi e probabilmente verrà sostituito da Adam Nagy -, per l’apertura del gioco sulle fasce. Proprio questi sono i due calciatori del Bologna con il maggior numero di chilometri percorsi in media a partita (rispettivamente 11.809 e 11.862), segno che alla visione di gioco abbinano anche un gran dinamismo. I terzini giocano sempre molto alti e cercano con insistenza la sovrapposizione dietro gli esterni d’attacco. In fase di non possesso, invece, il Bologna può attuare un pressing alto alternandolo a rapidi ripiegamenti. Di giornata in giornata la squadra sta assimilando velocemente i principi di gioco del nuovo mister, ma i numeri nel complesso rimangono negativi. Sono 38, infatti, le reti subite (sestultima difesa della Serie A), ma il dato più preoccupante riguarda il reparto avanzato: soltanto 19 i gol all’attivo (di cui 11 in trasferta) nonostante un parco attaccanti ricco di nomi importanti. All’’esperienza di Rodrigo Palacio, Mattia Destro e Diego Falcinelli si aggiungono la vivacità degli Under 21 Riccardo Orsolini e Simone Edera e l’eclettismo di Nicola Sansone e Federico Santander.
 
TOP PLAYER – Proprio quest’ultimo è l’attuale capocannoniere del team felsineo con 6 reti. L’attaccante paraguaiano classe ‘91, alla sua prima esperienza in Italia, si sta rivelando uno dei giocatori-chiave dell’undici rossoblu, secondo come presenze soltanto al portiere Lukasz Skorupski. Occhi puntati anche su uno dei giocatori giunti in Emilia nel corso del mercato di gennaio: Roberto Soriano. In prestito dal Villarreal, il centrocampista italo-tedesco è esploso qualche anno fa nella Sampdoria, proprio con Mihajlovic al timone. Per le sue caratteristiche – fisicità, duttilità, capacità di attaccare gli spazi -, è il collante ideale tra centrocampo e attacco. Per questo motivo Soriano può essere considerato il giocatore più pericoloso dell’undici rossoblu. Anticipare le sue mosse e limitarne lo spazio di manovra dovranno essere tra i compiti principali dei nostri difensori. 
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