15 marzo 2019
15 marzo 2019

Un altro match impegnativo

Napoli, attacco top ma a dominare è la difesa

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Nel weekend ci attende un altro match ostico in trasferta da affrontare con coraggio e grinta. Domenica alle 18, infatti, saremo di scena al San Paolo contro il Napoli di Carlo Ancelotti, seconda forza del campionato e protagonista di una stagione dai “grandi numeri”.
 
STAGIONE – Sono diciassette le vittorie collezionate finora dai partenopei, di cui dieci in casa con Milan, Fiorentina, Parma, Sassuolo, Empoli, Frosinone, Spal, Bologna, Lazio e Sampdoria. Proprio contro i blucerchiati è arrivato l'ultimo successo casalingo datato 2 febbraio. In seguito al San Paolo si sono registrati un pareggio senza reti con il Torino e un ko nello scontro diretto contro la Juventus. Strappare punti al team azzurro, dunque, non è semplice, ma nemmeno impossibile. E dovremo cercare di non farci cogliere impreparati.
 
CHIAVE TATTICA – La rosa del Napoli offre svariate soluzioni, ma Ancelotti, sebbene abbia cambiato spesso l'undici di partenza, è sempre rimasto fedele al 4-4-2. Dalla porta all'attacco, il tecnico emiliano ha effettuato diverse rotazioni, senza però mai snaturare l'identità della sua squadra. Una squadra che in fase di possesso alterna costruzioni dal basso a costruzioni dirette, in base alle caratteristiche dell'avversario. Lo sviluppo del gioco avviene attraverso una fitta rete di passaggi, rapide triangolazioni nel mezzo e tagli per gli attaccanti, che sfruttano la loro mobilità e imprevidibilità per creare superiorità e attaccare gli spazi. In fase di non possesso, invece, i campani cercano di direzionare la manovra degli avversari sulle corsie laterali, rimanendo compatto e creando grande densità in zona palla. L'attenzione in fase difensiva è uno degli aspetti più significativi del Napoli targato Ancelotti: sono, infatti, soltanto 21 le reti subite in 27 giornate (4 in più della Juventus che vanta la miglior difesa della Serie A), merito di un meccanismo consolidato, ma anche delle prestazioni di Kalidou Koulibaly, considerato uno dei più grandi difensori al mondo ed elemento imprescindibile per Ancelotti (finora è il giocatore maggiormente impiegato). I gol all'attivo, invece, sono 48 (quarto attacco dietro a Juve, Atalanta e Roma), di cui un terzo siglato nei minuti finali dei match. E il bottino potrebbe anche essere più cospicuo, se non fosse per i 20 legni colpiti da Insigne & co. Una cifra considerevole, che sta incidendo anche in termini di classifica generale. La pericolosità del Napoli, dunque, può essere disinnescata solo mantenendo altissima la concentrazione fino al triplice fischio, evitando alle bocche di fuoco azzurre di avvicinarsi troppo facilmente alla nostra area.
 
TOP PLAYER – C'è un giocatore, in particolare, che sta facendo la differenza per quanto riguarda le realizzazioni: Arkadiusz Milik, giunto a quota 14 marcature in questa stagione. L'attaccante polacco classe '94 ha dimostrato non solo di possedere indiscusse doti tecniche (pure nei calci da fermo), ma anche di essere il punto di riferimento ideale per il reparto offensivo azzurro, in grado di combinarsi alla perfezione sia con Lorenzo Insigne sia con Dries Mertens, i quali, oltre a essere due ottimi finalizzatori – anche se il belga non segna dallo scorso 29 dicembre -, possono trasformarsi in efficaci assist-men (assieme a Josè Callejon). Ma il Napoli è anche la forza e l'intensità dell'ex bianconero Allan, diventato pedina inamovibile del centrocampo partenopeo e la duttilità di un altro ex, Piotr Zielinski, al quale Ancelotti ha affidato la corsia mancina. Solo rimanendo compatti e reattivi potremo contrastare una delle “big” del campionato. E la voglia di compiere “l'impresa dell'anno” potrebbe risultare l'incentivo determinante.
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