24 febrero 2019
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Accadde oggi

Menegotti, il figlio del custode

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Il 24 febbraio 1999 muore sulle piste da sci dell’alta Val Badia, Enzo Menegotti, uno dei migliori calciatori della storia ultracentenaria dell’Udinese. Nato il 13 luglio 1925 a Verona, figlio del custode del Bentegodi, stadio dove ha mosso i primi calci, fin da piccolo sembra già un predestinato. A 15 anni entra a far parte delle giovanili del Verona, con cui debutta in prima squadra nel torneo Alta Italia di guerra nel 1944. L’anno successivo Menegotti è trasferito al San Michele Extra dove ricopre il ruolo di centro sostegno – mediano metodista. Qui si mette in mostra per la sua personalità, tanto da essere adocchiato dal Modena che lo acquista nell’estate del ‘46. Con la formazione emiliana gioca 5 campionati: 3 in Serie A e 2 in Serie B. Nel ‘51 passa al Milan, raccogliendo però poche soddisfazioni: sono solo 16 le presenze che mette a referto, anche anche a causa di incomprensioni con il General Manager Busini, genero del Presidente Trabattoni. I rossoneri, nell’estate del ‘52 propone all’Udinese lo scambio Enzo Menegotti per Germano Travagini, centromediano bianconero, eterna promessa nel ruolo, garantendo anche ai friulani un conguaglio di una decina di milioni di lire. L’operazione va in porto. È la fortuna di Menegotti e dell’Udinese. In bianconero diventa il perno del centrocampo. Rimane in Friuli fino al 1957. Conquista il secondo posto nella stagione ‘54-’55, poi passa alla Roma dove disputa due campionati per rientrare a Udine e appendere le scarpe al chiodo dopo la sconfitta per 1 a 0 contro il Vicenza, il 29 maggio 1960. Con l’Udinese disputa 151 gare in Serie A, impreziosite da 18 gol, e 31 presenze in B, con 6 gol segnati. Menegotti ha anche l’onore, il 30 marzo 1955, di vestire l’azzurro a Stoccarda, davanti a 60mila persone, contro i campioni del mondo della Germania Ovest: la Nazionale Italiana vince per 2-1, e lui risulta uno dei migliori in campo. La sua seconda ed ultima gara in azzurro la disputa il 29 maggio ’55: un’amichevole a Torino contro la Jugoslavia, dove l’Italia esce sconfitta nettamente per 4 a 0.

Guido Gomirato
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