03 septiembre 2019
03 septiembre 2019

Accadde oggi - Stelio Darin

Stelio Darin

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Il 3 settembre 1999 moriva a Siracusa, dove si era definitivamente stabilito una volta appesi gli scarpini al classico chiodo, Stelio Darin, nato il 30 dicembre 1926 a Venezia, centravanti dell'Udinese dal 1949 al 1953. In tale periodo ha indossato la maglia bianconera 109 volte segnando 36 reti ed è uno dei bomber più prolifici della storia ultracentenaria del club.
L'Udinese, presieduta da Giuseppe Bertoli contitolare delle Ferriere di Molin Nuovo, allenata da l'ex campione del mondo 1938 Aldo Olivieri, lo acquistò dalla Mestrina nell'estate del 1949 e assieme a lui vennero in Friuli altri due perni della squadra veneta allora militante in serie C, i centrocampisti Silvano Dalle Vacche e Giovanni Perissinotto che dei tre era sicuramente il calciatore più tecnico. Darin invece faceva leva suo suo fisico aitante, sulla sua abilita nel gioco aereo e nella sua prima annata friulana fu grande protagonista: con i suoi 19 gol in 40 incontri fu determinante per la prima, storica promozione delle zebrette in serie A.
L'anno dopo Darin si fermò a 5 reti in 35 incontri, mentre nel 1951-52 giocò poco per problemi fisici, 9 incontri impreziositi da 4 reti. Nella sua ultima annata friulana il centravanti tornò ad ingranare, per le difese avversarie fu un pericolo costante, andò a bersaglio 8 volte in 25 gare e a fine stagione fu corteggiato dapprima dalla Triestina, poi dal Milan che alla fine lo acquistò quale alternativa a Gunnar Nordhal o per formare il trio d'attacco con lo stesso Nordahl e Frignani. Darin, però, non fece in conti con la cattiva sorte: in Milan-Triestina 4-0 del 4 ottobre 1953 in cui fece il suo debutto con la formazione rosso nera, in uno scontro con Trevisan riportò la lesione del menisco, allora grave patologia. Fu operato e rimase inattivo per il resto della stagione, poi il Milan lo cedette al Parma in B, ma Darin incontrò non poche difficoltà ad ingranare e fu utilizzato in 6 gare soltanto segnando 2 reti. 
Poi passò al Taranto, sempre nella cadetteria, si riprese, fu tra i migliori della squadra pugliese, in due anni segnò 12 reti in 49 gare, poi la sua carriera si concluse nel Siracusa in A, altri due anni (dal 1957 al 1959), collezionando 43 gettoni di presenze e 12 reti realizzate.
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