28 septiembre 2019
28 septiembre 2019

Accadde Oggi - Marino Perani

Dura solo tre turni di campionato la sua avventura sulla panchina dell’Udinese

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Dura appena tre turni di campionato l’avventura sulla panchina dell’Udinese di Marino Perani: il 28 settembre 1980, subito dopo la sfida casalinga con il Perugia (1-1, reti di Bagni per gli umbri e di Livio Pin per le zebrette) il tecnico di Ponte Nossa, località del bergamasco dove era nato il 27 ottobre 1939, riceve il benservito dal presidente Teofilo Sanson. Va detto che i due da subito non avevano mai legato e Sanson, dopo l’esonero di Perani, disse che già a giugno, quando assieme al General Manager Franco Dal Cin si incontrò a Mestre con il nuovo allenatore, si era pentito della scelta. L’obiettivo in quella stagione della società era un altro allenatore, Gigi Radice che però rifiutò l’offerta. L’Udinese nel torneo precedente si era classificata al penultimo posto retrocedendo in B, ma grazie alla vicenda del totonero fu ripescata nel luglio del 1980 quando la Corte Federale d’Appello punì la Lazio escludendola dal massimo campionato. In primo grado la Giustizia Sportiva aveva fatto un’altra vittima illustre, il Milan per la prima volta nella sua storia costretto a disputare la cadetteria. Ad onor del vero Perani aveva iniziato in maniera più che positiva la stagione che prese il via nel ritiro di Ampezzo: l’Udinese ai primi di agosto si era aggiudicata il Primo Torneo delle Alpi cui avevano partecipato Rapid Vienna, Molenbeek, Eintracht di Francoforte e Sparta di Rotterdam superata nell’ultimo atto di scena al “Friuli”; poi aveva sconfitto in amichevole il Villacher, 3-0, soprattutto in Coppa Italia aveva pareggiato 2-2 con la Juventus. Il campionato però era iniziato nel modo peggiore, 0-4 in casa con l’Inter, poi  1-1 a Pistoia, ancora 1-1 in casa con il Perugia. Sanson ha accusato Perani di non aver dato una precisa identità alla squadra e subito dopo la sfida don il Perugia, con l’allenatore che aveva già abbandonato lo stadio tra lo stupore dei giornalisti, il presidente disse “di questo passo non ci salva nessuno”. La goccia però che ha fatto traboccare il vaso è rappresentata da Giovanni Sgarbossa, mediano veneto che a Sanson non piaceva affatto. Il presidente, dopo il pari di Pistoia, seconda giornata, aveva invitato Perani a non utilizzare il giocatore, invece il tecnico per tutta risposta, non solo contro il Perugia confermò in mediana il giocatore, ma lo promosse capitano. Una provocazione che generò l’immediato esonero, nel mentre Sgarbossa non indossò più la maglia bianconera e a ottobre fu ceduto al Foggia. Per sostituire Perani, Sanson chiama Gustavo Giagnoni, ex allenatore del Torino anche se nel turno successivo, Udinese-Fiorentina, 0-0, la squadra è diretta dal tecnico della Primavera, Enzo Ferrari che a febbraio, sostituirà proprio Giagnoni che non era riuscito ad evitare che la barca bianconera andasse alla deriva. Ferrari sarà grande protagonista della salvezza conquistata all’ultimo minuto dell’ ultima gara, Udinese-Napoli 2-1 del 24 maggio 1981. Marino Perani, da calciatore uno delle migliori ali destra italiane del dopo guerra, cresciuto nell’Atalanta, poi passato al Bologna, Padova e ancora al Bologna (con cui ha vinto lo scudetto 1964 e due Coppe Italia, nel 1970 e 1974 per poi assumerne la responsabilità tecnica), guiderà Brescia, Salernitana, Parma, Padova, Sanremese, Reggiana, Ravenna, Castelmaggiore, Iperzola. E’ morto  18 ottobre 2017.

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