29 novembre 2020
29 novembre 2020

Lazio-Udinese in pillole

I numeri del match contro la Lazio

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È stata, senza alcun dubbio, la miglior prestazione dell’Udinese in questa Serie A, fino ad ora: una squadra vorace e volitiva in zona gol, compatta in ogni reparto e ben organizzata nella manovra al netto delle numerose assenze     e degli sfiancanti 120’ di Coppa Italia dello scorso mercoledì. Peraltro, in trasferta, contro una Lazio che nel corso di questa stagione ha dimostrato ampiamente tra campionato e Champions League di meritarsi i gradi di équipe dall’altissimo coefficiente di talento. All’Olimpico di Roma finisce 1–3 per noi, e per quanto si è visto in campo il risultato non mente. A sbloccare la partita è stato Tolgay Arslan, che dai venticinque metri ha disegnato un fendente rasoterra che non ha lasciato scampo a Strakosha, nonostante il dolore accusato alla coscia qualche minuto prima. Per il centrocampista di Paderborn si tratta del primo gol con la maglia bianconera, alla sua ottava presenza ufficiale. Poi, a fine primo tempo, il raddoppio di Pussetto: il secondo centro in campionato per l’argentino (il terzo stagionale, contando anche quello contro il Vicenza in Coppa Italia). Una rete di prepotenza, dopo una ripartenza fulminea, propiziata da Rodrigo De Paul: con due assist e altrettanti gol, il fantasista di Sarandì è stato coinvolto nel 40% delle marcature complessive della squadra. A questi numeri si aggiungono il 5.2% di possesso palla, attraverso 79 tocchi e 41 passaggi completati su 47 effettuati tra cui 4 key passes. Non è stato da meno Roberto Pereyra, che ha portato a termine positivamente addirittura il 94% del suo fraseggio (48 passaggi su 51 e 1 key pass) ed è riuscito a trovare la terza rifinitura stagionale sulla rete di Arslan, dopo quelle con il Parma e il Genoa. Nella prima frazione l’Udinese ha anche dimostrato un’ottima qualità di gioco e maggiore pericolosità dell’avversario in attacco: 46%54% di possesso (84%87% di accuratezza), 37 nei tiri tentati (23 nello specchio della porta, tra cui una traversa colpita da Samir) e 14 nelle reali occasioni da gol create. A causa del parziale, nel secondo tempo gli uomini di Inzaghi hanno cercato di spingere sull’acceleratore e hanno accorciato le distanze con il rigore di Ciro Immobile dopo aver subito lo 0–3, ma nonostante la crescita nel gioco (da 46% a 51% nel possesso, dall’84% all’85% nell’accuratezza del fraseggio), i biancocelesti si sono trovati di fronte a una retroguardia attenta a non lasciare spiragli. È il caso di Nuytinck, che è stato provvidenziale in tre occasioni nel corso della partita, con 3 anticipi di testa fondamentali per mantenere invariato il risultato. Insieme a Becão (9), l’olandese è il bianconero che ha effettuato il maggior numero di recuperi difensivi su 49 totali della squadra ed ha vinto il 100% dei duelli aerei ingaggiati in fase difensiva, completando anche 4 spazzate e 2 intercetti. Il terzo gol bianconero invece è stato segnato da Fernando Forestieri: a distanza di 12 anni, 10 mesi e 16 giorni dal primo gol in Serie A (Siena–Inter del 13 gennaio 2008, match finito 2–3). Tanti dati importanti provenienti dai singoli, e che sono il riflesso della determinazione corale e di un gruppo sempre più consapevole dei propri mezzi. È stata una vittoria bella, importante e soprattutto meritata. Difficile trovare una definizione migliore di questa per raccontare una partita di calcio.
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