05 aprile 2020
05 aprile 2020

Collavino: "La nostra forza è un’identità forte”

Il dg bianconero intervistato dal Corriere dello Sport per i suoi 20 anni all'Udinese

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In occasione dei suoi vent’anni all’Udinese, il direttore generale Franco Collavino ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport che proponiamo di seguito:
 
Franco Collavino, dg e ad dell’Udinese, vent'anni esatti di militanza. Partiamo dall'attualità: emergenza Coronavirus. La Serie A si interroga su quando ripartire. Qual è la posizione dell'Udinese? «È ancora prematuro parlare di una ripresa, c'è troppa sofferenza e in Italia muoiono ancora 700 persone al giorno. Vedo molto complessa la chiusura di questo campionato. Secondo me dobbiamo preoccuparci di pianificare il prossimo, il 2020/2, per fare in modo che sia una stagione regolare». 
Avete già preso un accordo con i giocatori per II taglio degli stipendi? 
No, prima dovranno essere chiari gli scenari. Poi, ognuno dovrà fare la sua parte. lo ho già preso individualmente una decisione, mi sono autoridotto lo stipendio…
Di quanto?
«Del 50%, l'ho comunicato in queste ore alla società».
Complimenti. Nella riga vuota tra un numero e l'altra dei bilanci, da vent'anni batte il cuore dl un tifoso. La prima cotta?
«Causio e Zico, anni '80. Più di recente Di Natale: quello che ha fatto per l'Udinese è stato straordinario». Com'è cambiata l'Udinese dal 2000 ad oggi? 
L’evoluzione è stata impressionante. Negli anni abbiamo maturato solidità, competenze, personalità. Non solo per quanto fanno vedere in campo, con i piazzamenti e la partecipazione a Champions e Europa League. Parliamo di una società che è in Serie A ininterrottamente da 25 anni. Abbiamo costruito uno stadio, ci relazioniamo con sponsor internazionali, godiamo di un ruolo centrale in Lega, abbiamo forti rapporti con l’UEFA, Udinese Tv ha un bacino d'utenza di un milione di telespettatori». 
Cosa rappresenta la famiglia Pozzo per l'Udinese? 
«Un punto di riferimento fondamentale, a loro mi lega stima e affetto. ll nostro è un percorso sempre più stimolante, anche per il respiro internazionale e le nuove sinergie che abbiamo con il Watford, l'altro club dei Pozzo». 
L'Udinese è da sempre l'esempio dl una provincia italiana virtuosa. Come si coniuga questo con l'idea di una Superlega e di una forbice sempre più netta tra i club ricchi e gli altri? 
«Credo che la forza sia quella di valorizzare i singoli campionati: bisogna partire da qui. È importante che le società non perdano la loro identità, devono lavorare per una maggiore competitività: noi con la Dacia Arena in questo senso siamo avanti. Non è un caso che sia stata la sede della finale dello scorso Europeo Under 21». 
Gotti resta o no sulla panchina dell'Udinese?
«Siamo molto contenti di lui, la sua è una storia molto bella, un esempio di rigore e professionalità, ma visti i giorni che viviamo, non abbiamo ancora deciso nulla». 
Per chiudere: qual è stato il colpo che da dirigente l’ha soddisfatto di più? 
«L'acquisto di Alexis Sanchez. Era uno sconosciuto, da noi è diventato un fuoriclasse. Quando nel 2011 l'abbiamo venduto al Barcellona - tra parte fissa e variabile - abbiamo incassato circa 46 milioni, non male vero?»
 
Il dg Collavino interverrà domani sera nel corso della trasmissione Udinese Tonight in onda alle 21 su Udinese Tv. 
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