28 luglio 2020
28 luglio 2020

La storia si ripete!

Tac donata all’Ospedale di Udine da Confindustria non utilizzata per mancanza di personale. Nel 2006 un mammografo donato da Udinese per la Vita fece la stessa fine. Il commento di Giuliana Linda Pozzo

Tac donata al Santa Maria della Misericordia.jpg
Apprendiamo di una recente donazione all’ospedale di Udine da parte di Confindustria di una Tac di ultima generazione, vanificata da un utilizzo parziale (un giorno alla settimana) perché manca il personale. Eppure sentiamo di liste d’attesa lunghissime per questo tipo di esami. Mi chiedo come sia possibile disperdere in tale modo la generosità degli industriali udinesi e perdere l’occasione di offrire all’utenza un servizio più celere che a volte può rivelarsi decisivo per la diagnosi tempestiva di patologie gravi. Se l’ospedale aveva dubbi sulla possibilità di utilizzare quel tipo di macchinario, perché non ha indirizzato Confindustria all’acquisto di apparecchiature più facilmente inseribili nel contesto diagnostico e assistenziale esistente?
Purtroppo non è il primo caso di spreco e per lo stesso identico motivo. Nel 2006 la Onlus Udinese per la Vita, con il contributo dell’allora calciatore bianconero Saadi Gheddafi, donò un mammografo del valore di 120mila Euro. Ad un anno di distanza dalla donazione, il macchinario risultava abbandonato in uno scantinato ancora imballato. Alla richiesta di spiegazioni, l’allora dirigenza del Santa Maria della Misericordia rispose che si trattava di un’apparecchiatura inutilizzabile per mancanza di personale tecnico specializzato. Sembra di essere su “Scherzi a parte”. La storia si ripete e quel che è grave è che gli errori del passato non insegnano nulla.

                                                                                                                                                                                                                                Giuliana Linda Pozzo
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