29 ottobre 2019
29 ottobre 2019

Abel Balbo: "Udinese e Roma, ricordi indelebili"

L'indimenticato attaccante bianconero racconta come vive la partita della Dacia Arena di domani sera

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La sfida tra Udinese e Roma è l'occasione per fare un salto all'indietro negli anni '90 e andare a spulciare l'album dei ricordi. Uno dei grandi doppi ex di questa partita è sicuramente Abel Balbo, straordinario attaccante italo-argentino portato in Italia dall'Udinese, esploso a suon di gol tra Serie A e B per poi trovare la sua consacrazione alla Roma e al Parma. In biancorosso sono stati 66 i gol segnati in 4 anni (dal 1989 
al 1993) e 134 presenze, mentre in giallorosso, in 5 stagioni dal 1993 al 1998 le presenze sono state 146 (più tre collezionate nel biennio 2000-2002) e le reti segnate 78. 
 
Che partita ti aspetti? 
“Ogni gara ha una sua storia e i punti in palio sono pesanti. L'Udinese vuole fare bella figura in casa, si esalta contro le grandi e vuole dare una svolta alla sua stagione. La Roma è tra le prime 5 della classifica e vuole scalare posizione. Sarà una gara combattuta a centrocampo e i due reparti offensivi posso offrire giocate spettacolari”. 
 
Come è cambiato il tuo calcio da quello di oggi? 
“All'epoca si giocava con la marcatura a uomo, era un calcio più maschio. Anche l’aspetto media era diverso, meno assillante di oggi. Non c'erano tutte queste telecamere in campo. Oggi gli arbitri sono più severi e ci sono regole più rigide che hanno reso più spettacolare il match anche dal punto di vista tecnico. Nel campionato italiano è sempre difficile fare gol. Con l'Udinese ho avuto gloria e fama, 
ho vinto un titolo di cannonieri in serie B segnando 22 gol e ho realizzato il sogno di giocare in Serie A”. 
 
 
Hai fatto la differenza da subito! 
“Quando arrivai all'Udinese, in quegli anni, in Italia c'erano i giocatori più forti al mondo e per me firmare un contratto con un club italiano e giocare in Serie A era un sogno. Figuriamoci quando fui convocato in Nazionale, che emozione! I difensori italiani dell'epoca non ti facevano respirare. Ho amato Udine subito perché la famiglia Pozzo ha creduto in me e poi con il Paron Gianpaolo ho sempre avuto un rapporto diretto, mi ha 
dato tanto anche in termini di valori umani. Fare gol in A come in B non era facile, dovevi fare la differenza. Oggi è cambiato il calcio, ma per fortuna ci sono società come l'Udinese ma anche la Roma stessa che hanno un occhio di riguardo per il settore giovanile e investono tante risorse”. 
 
E sulla Roma che ricordo hai? 
“Bellissimo. Anche a Roma. Il presidente Sensi come del resto la sua famiglia mi hanno fatto sentire a casa. Poi ho vinto uno Scudetto e una Supercoppa Italiana. In altre piazze ho continuato a vincere come a Parma la Coppa Italia e la Coppa 
Uefa”. 
 
Pronostico? 
“Difficile dire chi possa vincere, ma le due squadre sapranno offrire un grande spettacolo. Di una cosa sono certo, vorrei giocare ancora con l’Udinese e segnare un gol alla Dacia Arena e andare ad esultare sotto la Curva Nord. Ai miei tempi, nel vecchio stadio si facevano i chilometri per andare a gioire con i tifosi”. 

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