23 giugno 2020
23 giugno 2020

Giovanni Brignardello al Gazzettino

Il responsabile dei preparatori atletici al quotidiano Il Gazzettino

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Finalmente si torna in campo, e l’Udinese cerca la salvezza nelle ultime 12 giornate del campionato dopo un periodo particolare, in cui l’attenzione ai dettagli della preparazione fisica può fare una grande differenza. Ce lo ha raccontato il responsabile dei preparatori atletici, Giovanni Brignardello: «Le tappe le conosciamo tutti: abbiamo sfruttato tutte le opportunità che arrivavano col tempo: la possibilità di allenarsi fuori casa e poi il lavoro complessivo in gruppo che è passato prima per la possibilità di fare allenamenti individuali singoli e infine in gruppi. Abbiamo fatto di necessità virtù, cercando di comporre dei gruppi per di più omogenei, visto che ogni giocatore aveva vissuto il lockdown in maniera diversa. È stato importante somministrare stimoli adeguati, per far diventare le normative una risorsa e non un limite».

Come avete predisposto la ripartenza del lavoro individuale?
«In quel caso potevi fare solo lavori generali, niente che potesse essere un lavoro di calcio. Ai giocatori abbiamo inviato le schede di lavoro tramite video sul telefonino. In quel momento è stato importante tutelare l’aspetto muscolare, ancor prima degli aspetti metabolici che riesci a recuperare più in fretta, dopo un lungo periodo di reclusione in casa».

Quello di gruppo è stato più simile a un ritiro o a una routine da campionato?
«Sostanzialmente nessuna delle due in particolare. Mi spiego: avendo dovuto fare lavoro generale prima, perché potevi fare solo quello, e avendone fatto fare tanto in quel periodo, alla fine abbiamo iniziato subito con contenuti di calcio, che non erano quelli tipici del ritiro ma non potevano nemmeno essere subito i concetti che stavamo sviluppando a marzo nel pieno della stagione, a un livello che non si raggiunge dall’oggi al domani. Abbiamo usato tanto buonsenso per calibrare questo mix adatto alle esigenze».
 
Il tempo a disposizione è stato sufficiente? L’Udinese ha spinto molto per non ripartire il 13 giugno.
«Sì, perché parliamo praticamente per noi di un mese di lavoro dal 23 aprile che abbiamo iniziato i lavori in gruppo. L’unica cosa che è
 davvero mancata è stata la partita, per questo è stata importantissima l’amichevole contro il Brescia, per la quale ancora ringrazio la società. Il confronto con gli avversari è importantissimo, nel precampionato di solito si fanno 7/8 amichevoli. Sarà come andare a fare un esame senza interrogazioni o prove precedenti: noi abbiamo studiato bene ora vediamo se saremo bravi alle domande d’esame, ovvero alle partite vere. Ripeto, l’amichevole contro il Brescia è stata per questo fondamentale».


I giocatori sono tornati tutti abbastanza in forma, con un Okaka addirittura molto dimagrito.

«Bisogna fare un distinguo. Ognuno ha vissuto questo periodo con le proprie difficoltà e le proprie forze mentali, e poi qualcuno si è dedicato totalmente alla cura di se stesso, migliorando dal punto di vista delle composizioni corporee, che è già una cosa ottima. Però non si può affermare che i giocatori siano tornati più in forma, questo è impossibile, ma c’è chi è riuscito a migliorare i dati di peso,massa grassa e magra, e gli va fatto un plauso, perché fare sacrifici in un periodo come questo non era scontato».
 
Quanto è importante la sinergia con i nutrizionisti?
«Il lavoro fatto sull’alimentazione è stato importantissimo. Sono stati forniti ai ragazzi tutti i mezzi possibili e immaginabili, che poi sono stati
 bravi a seguire le linee guida. Dobbiamo ringraziare tutti quelli che si sono adoperati per il rispetto dei piani alimentari».

Pronti alle partite ravvicinate quasi senza allenamenti?
 «Siamo pronti, poi sarà il campo a dire la sua verità. Ognuno quando programma il suo lavoro segue i suoi ragionamenti e nel calcio il campo ti dà la controprova se questi ragionamenti sono stati giusti. Speriamo di aver fatto tutto nella maniera giusta. Ci saranno pochi allenamenti, ma è anche vero che giocheranno tutti, tra partite ravvicinate e le cinque sostituzioni. Il ritmo sarà forsennato: gara, recupero, lavori preventivi, preparazione gara e così via. I contenuti sono chiari, troveremo il modo di allenare quelli che giocheranno di meno e per questo abbiamo creato un gruppo sparring di 10 Primavera, molto prezioso sotto questo punto di vista».

Le squadre che limiteranno gli inevitabili infortuni saranno quelle che centreranno l’obiettivo?

«Sicuramente sì, avere più giocatori a disposizione sarà un grande vantaggio».
 
Quanto influiranno sul vostro lavoro il caldo e gli orari diversi?
«Le alte temperature incideranno sull’aspetto del recupero fisico, visto il dispendio energetico più alto dovuto alla maggiore perdita di liquidi; gli
orari, prevalentemente serali, condizioneranno i recuperi post-gara per via del maggiore stress dell’organismo. Chi riuscirà a gestire meglio i recuperi tra le partite ne trarrà alla lunga un grande vantaggio. È un aspetto da curare sempre, ora lo è ancora di più».

Vede la squadra motivata per chiudere bene la stagione?
«Si respira una buona aria e le premesse sono buonissime, ma ora, come si dice, bisogna far quagliare il tutto e tradurre le urla, le pacche sulle spalle, le corse in campo, gli allenamenti fatti bene nella vittoria in quei 90-95 minuti in campo. Perché alla fine conta quello».
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