31 ottobre 2020
31 ottobre 2020

Jens Stryger Larsen al Gazzettino

L'intervista all'esterno danese

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Di seguito l'intervista a Jens Stryger Larsen pubblicata nell'edizione odierna del Gazzettino.

Pensa di esserci, con il Milan?
«Lo spero. Sto bene e sono convinto di poter dare una mano alla squadra».
 
Se giocherà farà 100 gare in campionato con la maglia bianconera, un traguardo che nella storia dell’Udinese in A è stato tagliato solamente da un altro danese: Martin Jorgensen, sceso in campo 184 volte.
«Sono contento, fiero di tagliare questo ambito traguardo che è sinonimo anche di fedeltà al club».
 
Quali sfide ricorda con più piacere?
«Innanzitutto quella dell’esordio. Era il 10 settembre 2017, ospitavamo il Genoa nel terzo turno e vincemmo 1-0. Poi, a titolo personale, quella con la Roma, il 23 settembre 2017: perdemmo 3-1, ma segnai il mio primo gol in bianconero dopo essere partito dalla difesa. Non posso scordare neppure il grande successo che conquistammo il 17 settembre del medesimo anno al “Meazza” contro la capolista Inter, 3-1, con tecnica, freschezza atletica, organizzazione di gioco. Eravamo in salute sotto tutti i punti di vista, tanto che il 2017 si concluse con 5 vittorie di seguito. A seguire però ci furono 11 cadute consecutive. Naturalmente come tutti i compagni ho un ricordo meraviglioso del successo che a fine luglio abbiamo conquistato a spese della Juventus: grandissima prestazione».
 
Lo scorso anno ha segnato al Milan.
«Non è servito. Anticipai Donnarumma in uscita sin quasi alla linea dell’out e infilai di precisione nella porta sguarnita.
Ma tutto fu vano. Perdemmo, ma avremmo meritato di più, come in altre circostanze».
 
Ciò significa che un anno fa la vera Udinese si è vista solo nel post lockdown?
«Sicuramente nell’ultimo periodo del torneo avevamo alzato il nostro livello di gioco. C’è il rammarico per non essersi comportati così anche in precedenza».
 
Parliamo del presente. Sulla carta siete ancora più competitivi, vero?
«Ha detto bene, sulla carta. Poi dipende da noi far sì che anche sul campo l’Udinese si dimostri più forte di un anno fa. La squadra comunque mi piace. Ci sono elementi di spessore, vedi Deulofeu micidiale nell’uno contro uno: ha velocità, rapidità e quella raffinata tecnica grazie alla quale è in grado di decidere le sorti del match in qualsiasi momento. Quest’anno il gruppo è migliorato dal punto di vista qualitativo e anche quantitativo; possiamo far fronte a ogni evenienza, ci sono alternative validissime per ogni ruolo. Non avremo scuse».
 
Gotti sembra orientato a schierare la difesa a quattro, con modifiche quindi anche in altri settori. Per lei non ci saranno problemi?
«Direi di no. In Danimarca agivo da terzino a destra e anche a sinistra, Nazionale compresa. A Udine vengo utilizzato
prevalentemente sulla corsia, talvolta anche in difesa (con Delneri tre anni fa, per esempio, ndr). Ho agito pure a centrocampo non ho problemi, conta solo stare bene».
 
Ma è il Milan, la squadra più forte?
«È quello che al momento sta meglio di tutte. Offre calcio di qualità e ciò la dice lunga sulle difficoltà che incontreremo. Il Milan non è solo Ibrahimovic, ma un collettivo molto ben organizzato, forte in ogni settore, anche in difesa. Ce la giocheremo, ci crediamo. Non diamo retta ai tre punti che abbiamo in classifica, ma al nostro potenziale. Siamo in costante crescita, però vanno evitati gli errori gravi nelle due aree, difesa e attacco. Ho visto buone cose in mezzo al campo e tutti noi siamo determinati a diventare un collettivo che concede pochissimo e che dovrà far valere la propria forza».
 
Cosa dovrete non fare per evitare spiacevoli sorprese, e chissà, magari per conquistare l’intera posta?
«Evitare gli errori gravi nelle due aree, come ho sottolineato».
 
L’emergenza Covid come la vivete?
«Come tutti, con comprensibile preoccupazione, ma anche con il senso di disciplina e rispettando le regole anti contagio. Purtroppo aumentano i positivi. Anche in Danimarca è scattato l’allarme: il Governo per la prima volta ha ordinato le mascherine e chiede il rispetto della distanza tra le persone, il continuo lavaggio delle mani. Regole abbastanza semplici, infondo, che se rispettate possono aiutare a contenere e a risolvere in parte il problema. Tutta
la mia famiglia è preoccupata, leggono e apprendono dalle televisioni che in Italia aumentano sensibilmente i casi
di positività. Mi telefona spesso. Speriamo che il campionato non venga sospeso. Lo stop significherebbe un aumento notevole dei contagi, con situazioni che diverrebbero estremamente gravi».
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