Dopo la vittoria di Cagliari, che ha confermato l’ottimo momento di forma dell’Udinese, l’ospite di Udinese Tonight è stato Jesper Karlstrom. Con il capitano si è parlato della stagione della squadra, dei suoi compagni, dei Mondiali che giocherà con la Svezia e di tanto altro.
Il primo argomento della serata è l’obiettivo tanto atteso, e raggiunto a Cagliari, dei cinquanta punti: "Cinquanta punti non sono pochi. Siamo un bel gruppo, abbiamo lavorato duramente negli ultimi due anni e questo è il risultato. Un processo di crescita non è sempre lineare, ma la classifica di quest'anno dimostra che siamo migliorati rispetto alla scorsa stagione e che stiamo lavorando bene. Sono orgoglioso di questo gruppo". Un gruppo che assomiglia molto al suo capitano, viene fatto notare a Karlstrom: "Mi piace essere un esempio per la squadra. Io voglio lavorare duro ogni giorno, dare il mio meglio e crescere, anche se non sono più giovane. Spero sempre che tutta la squadra voglia fare altrettanto".
È lecito aspettarsi un ulteriore passo in avanti con questi presupposti? "Non è facile continuare a migliorarsi. Qui all'Udinese sappiamo che il gruppo cambia da una stagione all'altra, ma se riusciamo a mantenere il cuore della squadra tutto è possibile. Vorrei che il prossimo anno rimanessero tutti, se così fosse potremmo fare un altro passo in avanti. Sappiamo però che non è facile".
L’andamento della stagione di Jesper Karlstrom è stato simile a quello della squadra e il capitano lo riconosce, nel bene e nel male: "A un certo punto del campionato ho avuto due o tre partite in cui ho fatto degli errori che ci sono costati dei gol. Questione di dettagli, ma non sono rimasto soddisfatto. In generale penso di aver fatto una buona stagione, soprattutto nelle ultime dieci partite. È il miglior momento dei miei due anni a Udine. I risultati aiutano sicuramente, ma sto bene, sono felice qui, mi piacciono Udine e l'Udinese".
Questa è stata, appunto, la seconda annata di Karlstrom a Udine, la prima con la fascia da capitano al braccio: "Dopo due anni a Udine mi sento a mio agio, è normale che mi sia servito un po' di tempo per adattarmi a un nuovo club. Nel frattempo sono anche diventato capitano, è stato un cambiamento che ha aggiunto responsabilità. Mi sento bene in questo ruolo e sento che la squadra ha fiducia in me". Anche i tifosi hanno fiducia in lui e a Jesper fa molto piacere: "Sono onorato quando sento che la gente qui mi apprezza".
Karlstrom ha di recente rinnovato il suo contratto con l’Udinese fino al 2028: "Il percorso verso il rinnovo non è stato rapido, ma non ho avuto fretta e l'Udinese nemmeno. Abbiamo trovato un accordo, sono molto contento e guardo avanti". Una conferma attesa, anche perché lo svedese è un vero e proprio “uomo del mister”, per cui ha parole di stima: "Il mister è ancora lo stesso dopo due anni, sempre arrabbiato (ride, ndr). In questa stagione in realtà è più sereno. Ha fatto molto per questa squadra, la classifica lo dimostra, anche i giocatori sono cresciuti. Con lui ho un rapporto molto buono".
Si passa poi a parlare degli altri bianconeri, a partire da quelli che hanno sostituito Jesper nei match contro Lazio e Torino: “Nelle ultime due partite prima di Cagliari abbiamo visto al mio posto Atta, Miller e Piotrowski, e hanno giocato molto bene. Atta sa fare tutto a centrocampo, a me piace di più quando gioca più in avanti perché ci serve qualità lì e lui sa fare cose speciali. Lui però anche giocando più basso è forte ed è utile in costruzione. Secondo me anche lui non sa dove è più bravo (ride, ndr)". A centrocampo c’è poi un altro giocatore, che non si è ancora visto in Serie A, ma che Karlstrom vorrebbe vedere in campo in queste ultime giornate: "Camara mi piace molto, è un bravo ragazzo e vorrei vederlo in campo. Lavora bene in allenamento, ma abbiamo tanta concorrenza a centrocampo. Per me è più simile a Miller che ad Atta come giocatore". Da parte del capitano, poi, splendide parole anche per Kingsley Ehizibue: "Sono orgoglioso di lui. È stato criticato tanto, so com'è trovarsi in quella situazione e so che non è facile giocare bene con quel peso. Nell'ultimo periodo, però, ha fatto ottime prestazioni. È un bravo ragazzo e sono felice per lui".
Parole di supporto per tutti, maturità e tanta calma, questo traspare dalle parole di Jesper Karlstrom durante la chiacchierata: "Quando parlo italiano sembro più calmo perché parlo lento (ride, ndr). Sono sempre stato un ragazzo tranquillo fuori dal campo, poi in campo mi trasformo. E se serve, so anche sgridare i compagni". Con gli anni, il capitano ha imparato anche a metabolizzare meglio le sconfitte: "Dopo una sconfitta le cose sono più facili se la mia ragazza è qui, così possiamo parlare d'altro. Quando ero più giovane restavo triste per giorni dopo una sconfitta, ora so che non mi fa bene. Non è facile, ma si deve andare avanti".
Fra un mese, Karlstrom porterà alta la bandiera dell’Udinese alla Coppa del Mondo che si disputerà in USA, Messico e Canada: "Giocare il Mondiale è un sogno, non vedo l'ora. Per me è il massimo che puoi raggiungere come calciatore. Siamo in un girone difficile, ma abbiamo una squadra forte. Con il nuovo CT giochiamo in modo più difensivo, con il precedente giocavamo uomo su uomo ed è difficile da attuare quando hai pochi allenamenti insieme. Come all'Udinese c'è grande spirito di squadra, mi sento bene in questa Nazionale e possiamo fare un bel Mondiale. Nella Svezia ci sono diversi giocatori che porterei qui a Udine. Gyökeres potrebbe essere una buona scelta (ride, ndr)".
In chiusura, il capitano torna su quanto accaduto nel finale della partita di Cagliari: "Nel 2026 non può esserci ancora razzismo. Sono con Keinan al 100%, tutti noi lo siamo".

