20 gennaio 2020
20 gennaio 2020

Milan - Udinese in pillole

Il report statistico della gara contro i rossoneri

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Il match di San Siro di ieri pomeriggio, valido per il ventesimo turno di campionato, è stato lo scontro diretto numero 90 nella storia della Serie A tra il Milan e l’Udinese: il bilancio complessivo dei face to face tra le due squadre parla di 40 vittorie dei rossoneri e 17 dei bianconeri, cui si sommano anche 33 pareggi. Per Luca Gotti si tratta del primo confronto contro la compagine milanista, dopo essere stato allenatore della categoria Allievi del “Diavolo” nella stagione 1998/1999.

La chiave tattica

Una partita pugilistica praticamente persa ai punti, dopo aver risposto colpo su colpo. Contro il Milan Luca Gotti ha messo in campo un classico 3–5–2, confermando l’undici titolare visto settimana scorsa con il Sassuolo. Sin dai primi giri d’orologio l’Udinese ha mostrato un approccio ordinato e feroce alla sfida, imperniato sul pressing alto degli attaccanti e un’idea di palleggio dalle retrovie volta a eludere costantemente la prima linea di pressione rossonera, costituita da Zlatan Ibrahimović e Leão: l’incipit tattico, quest’ultimo, che ha fatto da apripista per il gol del vantaggio bianconero; lancio lungo partito dalla difesa, uscita fuori tempo di Donnarumma e rete di Larsen (la più rapida incassata dal Milan, dal marzo 2019). Intorno al primo quarto d’ora di gioco gli uomini di Gotti sono riusciti ad imporsi sia nel possesso palla (46%–54% e 69 passaggi a 81) che nei dati relativi alla precisione del fraseggio (85%–86%) incatenando Ismaël Bennacer – il regista di Pioli – alla linea dei difensori: una mossa metodica e nevralgica dal punto di vista tattico, che ha contribuito non poco al contenimento degli attacchi sortiti dalla compagine rossonera. Alla fine del primo tempo il Milan è cresciuto notevolmente, nella mole di gioco gestita (55%–45%) e nel numero di tiri (8–2), ma non nella costruzione di reali occasioni da gol (1–1). Un dato che certifica la solidità della retroguardia bianconera, capace di produrre 10 tackles, 5 passaggi intercettati e 16 spazzate difensive (4 di Becão e 3 per Ekong e Nuytinck). Nonostante la rete subita all’inizio della seconda metà di gara, che porta la firma di Rebić, la squadra di Gotti ha risposto creando 3 limpide occasioni da gol in appena 2 minuti(dal 56’ al 58’), ma due miracolosi interventi di Donnarumma e un salvataggio sulla linea di Kjær hanno tenuto in gara i padroni di casa. L’Udinese ha sviluppato la maggior parte delle sue trame offensive attraverso le fasce: 25 attacchi sono arrivati dal lato sinistro, 16 da quello destro e, infine, 5 dal corridoio centrale. I bianconeri, inoltre, sono riusciti a concludere le proprie azioni dall’interno dell’area di rigore nel 67% delle occasioni. Dei dati che in un certo senso si rendono testimoni del forcing friulano, giunto all'apice con il gol di Lasagna, da bomber d’area fatto e finito, e che al contempo sbugiardano il risultato finale. Le statistiche al 90’ restituiscono l’idea di una sfida piuttosto equilibrata: 52%–48% nel possesso palla, 85%–81% nella precisione del fraseggio, 22 tackles a 21, 6 tiri a 7 on target e 12 occasioni da gol a 8. Molto probabilmente l’Udinese avrebbe meritato il pareggio, in particolar modo pensando all’intensità e alla qualità del gioco: non si trasformano 57 recuperi difensivi in 20 ripartenze per pura casualità. Ad ogni modo, dinnanzi ad una grande prestazione collettiva come quella di ieri, diventa importante vedere il bicchiere mezzo pieno. Mentalità, grinta e perseveranza, del resto, non sono mancate.

L’en plein di Stryger–Larsen 

La rete del momentaneo vantaggio e l’assist – il secondo stagionale – per il pareggio di Kevin Lasagna legittimano l’esterno danese come MVP bianconero della sfida di San Siro. Ad oggi Stryger–Larsen è il quarto calciatore dell’Udinese per minutaggio (1406’, in 16 presenze) in Serie A: la sua prestazione si riassume nella gestione del 5.0% di possesso palla (6.1%, nel primo tempo, in cui è risultato assoluto field leader) attraverso 59 tocchi compiuti e 35 passaggi completati positivamente su 41, dunque con una percentuale di precisione pari all’85%, cui si sommano anche 1 passaggio intercettato, 3 recuperi difensivi e 1 key pass. Una partita da en plein, quella di Larsen: non solo sul tabellino, ma anche per la perfetta interpretazione di entrambe le fasi del gioco. 

Il feeling di Kevin Lasagna con San Siro

Terzo gol in carriera contro il Milan, sua vittima preferita in Serie A, e quarto nella suggestiva cornice dello stadio San Siro: Kevin Lasagna sale a quota 4 centri in campionato (6 stagionali), legittimandosi come migliore marcatore dell’Udinese a pari merito con Rodrigo De Paul e Stefano Okaka. Il capitano bianconero ieri pomeriggio è stato autore di una prestazione ampiamente positiva, che va ben oltre la perfetta torsione aerea sulla rete del momentaneo pareggio: 3 occasioni da gol create (field leader del match, con Zlatan Ibrahimović e Samuel Castillejo), 3 tiri tentati di cui 2 nello specchio, 2 key passes e infine il 100% di successo nei contrasti (3 su 3). Numeri importanti, cui si somma l’81% di precisione (17 passaggi completati su 22) nel fraseggio. 

 

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