12 marzo 2021
12 marzo 2021

Nuytinck alla Gazzetta dello Sport

L'intervista del difensore bianconero alla Gazzetta dello Sport

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Il difensore bianconero Bram Nuytinck ha parlato alla "Gazzetta dello Sport" in un'intervista pubblicata stamane.
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Bram Nuytinck ha giocato come centrale difensivo in campionato con la maglia numero 17 dell’Udinese. Che con lui in campo ha perso solo fuori con la Roma (0-3). Basterebbe questo dato per capire che il 17 porta bene, che con l’olandese dietro la squadra di Luca Gotti ha preso 9 gol in queste 12 partite, ma corre pochissimi rischi. Tutto merito della sua stazza, dei colpi di testa, ma soprattutto delle letture difensive che lo rendono imprescindibile per Gotti. Figlio di un papà professore di università di diritto e di una mamma laureata in fisioterapia, con due fratelli e una sorella laureti e una fidanzata medico. Bram ha preferito il pallone ai libri: “Ho fatto un anno in Giurisprudenza, ma volevo il calcio. Stavo bene nell’Anderlecht in Belgio, ho fatto le coppe europee per 5 anni, ma sognavo da sempre la Serie A e quando mi hanno chiamato da Udine non ho esitato. Per un difensore lo ritengo il miglior campionato.”

E qui dicono che se lei c’è l’Udinese non perde.
“Io do il cento per cento. Parlo molto in campo e cerco di mettere la mia esperienza al servizio della squadra.”

È vero che passa tante ore allo stadio
“Sono quasi sempre qui. Dal mattino. Se non c’è seduta, mi alleno da solo e la sera in casa faccio un po' di cyclette. Devo essere pronto. Sto da solo, la mia ragazza non riesce a venire. Pensi che riguardo due volte la mia partita, prima da solo e poi l’analizzo con un tecnico che sta in Olanda, Marten. Mi aiuta sulle cose da fare e da non rifare.”

Preferisce giocare al centro o a sinistra?
“Non fa differenza, in Belgio giocavo anche a destra. A sinistra entri di più nel campo con la palla. Al centro difendi di più. L’importante è capire dove c’è bisogno, è la testa che comanda.”

Lei ha fatto parte dell’ottima Olanda dell’Europeo Under 21 del 2013, però non è salito nella nazionale A, come mai?
“Ora molti mi chiedono questo. Una volta Van Gaal venne all’Anderlecht, ma disse che dovevo restare in Under 21. Poi non è capitato. Se restiamo alla A c’è gente fortissima come De Vrij o De Ligt. La concorrenza c’è. De Vrij, col quale ho giocato in under 21, è super, tiene sempre lo stesso livello, la cosa fondamentale. De Ligt ha qualità col pallone tra i piedi”.

Dicono che lei assomigli a Stam. Forse perché, come lui, non ha i capelli…
“Li ho persi 10 anni fa. Lui penso sia stato il più forte difensore olandese degli ultimi tempi.”

L’attaccante più duro da marcare?
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Ibrahimovic. Troppo intelligente. Poi Lukaku, perché usa la fisicità.”

Cosa le piace di Udine?
“Tutto. La società ha strutture eccellenti e non ti manca nulla. In città l’unica cosa che non ho ancora fatto è andare in bici come in Olanda. Il prosciutto è super, ma ho smesso di mangiare la carne da due anni. Mi aiuta a giocare meglio.”

Perché con Tudor male e con Gotti benissimo?
“Con Tudor non parlavo, ho avuto 11 allenatori, con lui non c’era rapporto. Gotti è tranquillo, spiega bene, tiene lo stesso livello. Ci ha migliorati tutti e ora giochiamo bene la palla.”

Dove arriva l’Udinese?
“Non lo so. Ma dobbiamo sempre tenere sempre lo stesso livello. Già da domani a Genova.”

Ha preso il Covid. È stato male?
“Solo un giorno, il problema è star lontano dagli affetti.

A Udine fino al 2023? Felice?
“Sì, perché qui la società vuole crescere.”

 

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