17 febbraio 2026
17 febbraio 2026

Padelli: “Va fatto uno step mentale”

Il portiere ospite a Udinese Tonight

Como vs Udinese 03-01-2026. 79 © Foto Petrussi.jpg
Il nostro Daniele Padelli, ospite negli studi di TV 12 a Udinese Tonight, ha commentato così i temi dell’attualità bianconera:

“Atta, Zaniolo, Zanoli e Davis sono giocatori quasi fondamentali per noi, anche se chi li sostituisce dà il massimo. Averli o non averli ora incide. Keinan stava attraversando un grande momento, era quasi incontenibile. Speravo arrivasse questo momento per lui perché si vedeva che era fortissimo ma è sempre stato frenato da infortuni. Peccato si sia fermato, ma passerà anche questo momento”. 

“I risultati e soprattutto la partita di Lecce dicono che non stiamo trovando soluzioni. La partita di Lecce è stata veramente brutta, ieri volevamo riscattarci sotto il piano della prestazione, di voglia e di spirito. La partita contro il Sassuolo non è stata come quella di Lecce, si sono viste anche cose buone, ma quando le cose iniziavano un po’ a girare – perché eravamo in vantaggio e gestivamo la gara senza grosso sforzo, loro non erano mai stati pericolosi nonostante il potenziale offensivo che hanno – abbiamo preso quell’uno-due, che non so spiegarmi, e poi non siamo riusciti a riprenderci”.

"Nessuno dice che in questa squadra ci siano dei fenomeni, ma sappiamo che Udine è la piazza perfetta per creare quel tipo di giocatori. Lo dico sempre, ad esempio, a Solet e a tanti altri che in Serie A è contro le cosiddette piccole che si dimostra chi si è. Se si vuole andare con quelli veramente grandi il campionato si vince contro le “piccole”. Questo è uno step mentale che in questo momento manca ma non è una questione di ambizione. Noi tutti ed io per primo abbiamo la voglia di far felici i tifosi e le nostre famiglie. 
Abbiamo l’ambizione anche solo di essere la migliore Udinese degli ultimi anni. Noi si vuole almeno arrivare a quello. Poi quanto più viene meglio è. Questo comporta una crescita di squadra che dei singoli. 
L’Udinese per questo è un mondo perfetto ma bisogna trovare quello step, quel qualcosa in più. Chiamiamola continuità o mentalità, tutti e due i modi sono giusti. Si può definire anche crescita sotto il profilo della tattica individuale. Noi dobbiamo capire che il giocatore importante mette il suo timbro ogni partita. 
Le parole convincono e l’esempio trascina. Noi siamo quasi sempre un cantiere aperto perché crescono giocatori e alcuni vanno, c’è un ricambio, ma secondo me lo step che va fatto è solo mentale perché c’è qualità. Bisogna avere la voglia di determinare e di splendere. 
Sappiamo anche noi che dobbiamo migliorare, la comunicazione ci manca e le parole in campo sono importanti. Un po’ quello ci manca ma è anche questione di esperienza, ognuno nel suo deve essere più presente e autoritario in campo. Sono tante piccole cose che fanno la differenza e che dobbiamo migliorare. Vedi anche nelle altre squadre giocatori molto più scarsi dei nostri che lo fanno. 
Noi abbiamo giocatori veramente forti in squadra. Serve trovare una linea di stabilità e non scenderci sotto. 
Credo che il giocatore debba trovare in sé la motivazione poi un allenatore può aggiungere qualcosa. Mihajlovic, ad esempio, ci dava tanta adrenalina ma anche con lui a volte la squadra non girava a Torino. Il calcio come tutti gli sport è competizione”. 

"Sono molto contento della mia stagione quest’anno. Lo scorso anno col Parma mi ero sentito vivo, le due gare giocate quest’anno mi hanno fatto sentire proprio ancora giocatore. Mi è dispiaciuto per le critiche subite da Maduka e Razvan, tante cose vanno oltre e bisognerebbe avere un po’ più di conoscenze e di empatia.
Sono stato molto contento di giocare, contro la Lazio non mi aspettavo di giocare e la seconda ero ancora più sorpreso. Mi sono fatto trovare pronto e mi sono divertito. 
Il rigore di Como? Studiamo le percentuali sempre, non c’era uno storico sul tiratore in quel caso e pensavo potesse incrociarla. Mi sono fidato del mio istinto. 
Sono passato anche io attraverso momenti difficili. Non è facile ma è il calcio. Secondo me è stato uno stimolo ulteriore a voler riprendere in mano la propria situazione per gli altri, io mi sono goduto le mie partite.
Il futuro? Non so. Io sto bene e mi diverto ancora, vado al campo contento. Mi piace e mi diverte fare questo lavoro”.

“Sava è un portiere forte ed un bravo ragazzo, ora sta attraversando un periodo complicato e mi dispiace tanto.
Maduka è tornato a performare al suo livello. Sta bene adesso, ha avuto un periodo di calo ma sta dimostrando di essere tornato. È un portiere importante e completo. 
Nunziante è un prospetto importante, deve migliorare su tante cose ma è nella società ideale per crescere e capire cosa è la Serie A da vicino, ma non sta a me dire quando debba essere proiettato in campo. La società è stata brava.
Miller mi ricorda molto Atta dell’anno scorso, anche quando non giocava dicevamo di Arthur tra noi che era forte. Miller sta facendo lo stesso, non è molto appariscente e ci sta alla grande in Serie A anche su palcoscenici importanti”.

“Dobbiamo fare ancora dei punti, non credo che faremo il finale di stagione dello scorso anno. Ha dato fastidio a tutti, a noi, ai tifosi e alla società. Non so quanti punti possiamo fare, non è una questione di punti. Dobbiamo avere un obiettivo e raggiungerlo il prima possibile.
Potremmo essere molto più soddisfatti della classica, non perdendo punti con Sassuolo e Lecce la classifica poteva essere più importante.
Dobbiamo puntare ad essere almeno tra le prime 10. Poi si vedrà dove siamo. L’idea è di arrivare il più in alto possibile ma davanti ci sono squadre importanti. 
Abbiamo lasciato per strada troppi punti, se li avessimo conquistati si sarebbe aperto uno scenario diverso. Non siamo totalmente soddisfatti anche se ci siamo andati a riprendere quei punti contro le squadre forti. Credo che il bilancio numericamente sia buono”.