11 luglio 2020
11 luglio 2020

Seko Fofana al Gazzettino

Le parole del centrocampista bianconero al quotidiano Il Gazzettino

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Il trio delle meraviglie dell’Udinese post-lockdown è formato da De Paul, Lasagna e da un Seko Fofana, in continua crescita. Il centrocampista franco-ivoriano sta vivendo un momento magico, a cominciare dall’ultima vittoria contro la Spal: «È stato un successo importante - racconta Fofana -, perché volevamo riscattare la beffa della partita contro il Genoa, con i due gol presi nel finale».

Torino, Atalanta, Genoa: quale risultato dà più rimpianti?
«Sicuramente Genoa, perché eravamo in totale controllo e il pareggio ci ha fatto molto male. Contro il Torino era l’incognita della prima gara, mentre contro l’Atalanta abbiamo giocato bene ma non è stato sufficiente, dimostrando come il 7-1 dell’andata fosse bugiardo».

Questo gruppo sembra potersi giocare qualcosa di più della salvezza. È un altro rimpianto?
«Siamo da posizione più alta in classifica, ma durante l’anno succedono cose che non puoi prevedere. Potevamo, perché no, anche giocare per l’Europa, ma non sempre le cose in campo vanno come vorresti, e quindi dobbiamo lavorare per crescere ancora».

Si sente rinato con Gotti?
«Tutti mi dicono questo, ma io dico che sono sempre stato lo stesso. L’unica vera differenza è che Gotti mi ha messo nella posizione che preferisco, e che non ho mai nascosto, ovvero quella d’interno sinistro di centrocampo. Il mister mi aiuta comunque tanto a tirare fuori il meglio, e questo forse mi ha reso le cose più facili».

Lasagna post-Covid vola anche con i suoi assist.
«Ho sempre creduto in lui. Kevin ha bisogno di fiducia e dell’aiuto dei compagni. Per me è normale dargli la palla, perché la mia opinione è che resta uno degli attaccanti più forti della serie A. Ha caratteristiche che possiedono in pochi: è veloce, ha buon tiro, sa crearsi sempre opportunità».

De Paul ormai è un trascinatore. Come lo vede?
«In campo ci troviamo ormai a memoria. Ha dimostrato a tutti che può giocare la Champions League. In più è un leader. In pratica, fa la differenza».
 
Anche il suo nome finisce spesso sul mercato, ora accostato all’Atalanta. Cosa ne pensa?
«È un piacere sentirlo: vuol dire che stai lavorando bene, ma io sono concentrato unicamente sul campionato dell’Udinese e sul lavoro in campo. Al resto ci pensa chi si occupa di queste cose».

Che periodo è stato quello della quarantena?

«Molto difficile perché abbiamo perso tante vite e sentito il susseguirsi di tante notizie negative. Preoccupazione e paura erano all’ordine del giorno. Ora per fortuna la situazione è migliorata».


Che sensazioni le dà questo nuovo campionato?
«È difficile soprattutto per la mancanza del pubblico, perché ci piace quando ci sono i tifosi a spingere. Giocare ogni tre giorni poi è difficile, dovendo scaricare e lavorare più in fretta, ma per me è una cosa bella. Anche perché se un giorno vorrò giocare in Champions o in Europa League dovrò essere abituato a questi ritmi».

Contro la Samp sarà match-point per la salvezza?
«Sarà importante e lo stiamo preparando bene. Vogliamo confermare il nostro stato di forma».

Dopo arriveranno Lazio, Napoli, Juve: trittico stimolante?
«Non ci sono partite diverse; noi dobbiamo pensare a giocare il nostro calcio, anche contro avversari sulla carta difficili».

Al Genoa ha segnato il primo gol di testa in carriera.
«Sì - ride -, non è certo il mio punto forte, e per questo tutti sono rimasti un po’ sorpresi. Chissà, magari lo devo prendere come spunto per migliorare questo fondamentale».

Qual è il giocatore più forte che ha affrontato e con cui ha giocato?
«In diversi Paesi ne ho affrontati tanti. Se limito il discorso all’Italia dico senza dubbio Dybala: è impossibile da prendere quando è in forma. Il più forte con cui ho giocato è proprio De Paul».

A chi s’ispira?
«Il mio idolo da bambino era Yaya Touré e ho avuto l’onore di allenarmi con lui. Poi ammiro Pogba, Busquets e Kanté».

Ma le piace Udine?

«Tanto, perché è tranquilla. C’è armonia, sono tutti gentili con me e sono contento di essere qui».

Con chi passa più tempo fuori dal campo?
«Con De Maio, Mandragora, Lasagna e Nestorovski».

Il tempo libero? «A me piace molto stare a casa, mentre a loro piace più farsi un giro. Poi amo guardare documentari e serie su Netflix, oltre a passare tempo con la mia famiglia».

L’ultima serie tv vista?
«“The last dance” con Michael Jordan. L’ho guardata sempre nei pomeriggi dei giorni di gara e mi ha dato tanta carica e motivazione a fare di più. Ora purtroppo l’ho finita e devo trovarne un’altra per caricarmi, magari la serie sul Manchester City di Guardiola».

Pensa sempre di poter migliorare, ma quello attuale è il miglior Fofana della carriera?
«In questo momento forse sì. Per essere più preciso ho avuto momenti migliori in passato, ma attualmente ho imparato a giostrare anche con la testa e non solo con il fisico, cosa che mi permette di leggere meglio il gioco».

Stefano Giovampietro 
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