14 novembre 2020
14 novembre 2020

Stefano Okaka a "Il Gazzettino"

Le parole del bianconero nell'edizione odierna del quotidiano

OKAKA.jpg
La bella notizia, a sorpresa, è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri: Stefano Okaka è stato chiamato dal ct RobertoMancini in maglia azzurra per le due gare di Nations League di domani e mercoledì al posto dell’infortunato Belotti. Un ritorno inatteso, ma soprattutto il riconoscimento del fatto che il bomber di Castiglione del Lago non è secondo a nessuno come impegno, stimoli, motivazione e “fame”. In campo si dimostra combattente nato, ma sa pure confezionare gol degni dei bomber di razza. Vedi i due botti rifilati alla Fiorentina, per rimanere nel presente. Okaka è molto felice della nuova chiamata in Nazionale. Sa di aver iniziato maluccio il campionato («Senza cercare scuse – interviene – necessito di un rodaggio più lungo per via del fisico»), poi ha servito l’assist a Pussetto per il 3-2 sul Parma. Contro la Viola si è reso protagonista di una splendida doppietta e poteva fare poker senza i “miracoli” di Dragowski. È piaciuto pure contro Milan e Sassuolo. Insomma, ci sono i presupposti perché l’attaccante, galvanizzato anche dall’azzurro, arrivi in doppia cifra.

QUOTA 20 Sarebbe la prima volta, nella lunga carriera iniziata quando era giovanissimo, ma lui corregge il tiro. «Mi tengo ben stretti i 20 gol realizzati con l’Anderlecht - dichiara -. Aggiungo che durante la mia esperienza con la Sampdoria ho totalizzato 10 centri nell’anno solare 2015». Arrivando, guarda caso, in Nazionale. «Proprio così - risponde -. Antonio Conte mi ha dato fiducia, mi faceva seguire e mi telefonava anche quando sono andato all’Anderlecht. Ho disputato 4 gare in azzurro, dopo questa nuova chiamata l’auspicio è di aggiungerne altre». Dopo aver militato in diversi club in Italia e all’estero, pensa di fermarsi a lungo in Friuli? «Nella vita di un calciatore professionista non ci sono certezze - ammette -. Colgo l’occasione per ribadire che in questo ambiente sto davvero bene. I tifosi da subito mi sono stati vicini e mi fa parecchio piacere l’affetto della città». Qualcuno però era rimasto male dopo aver letto che lei in agosto voleva andarsene al Fenerbahce. «Non scherziamo, non accetto che si dicano o si scrivano falsità sul mio conto - stoppa -. Per qualcuno io avrei chiesto all’Udinese di andare via gratis, anche perché avevo già firmato il contratto con il club turco. Assurdo. Accetto le critiche sul mio comportamento in campo, ma quando si scende sul personale travisando la verità non ci sto più. Avevo già vissuto in passato una simile esperienza. Comunque il mio rapporto con tutto l’ambiente bianconero rimane ben saldo. Anzi, è fantastico e lo ribadisco». Torniamo al campionato: la sua prestazione contro la Fiorentina è stata notevole. La migliore da quando è a Udine? «A me piace riavvolgere il nastro della mia biennale esperienza udinese e tengo a ricordare altre sfide in cui ritengo di aver fatto bene: con l’Empoli in casa, a Torino contro i granata, contro Spal e Genoa. In due anni ho segnato 16 gol, non scordiamoci di questo particolare».

IN CLASSIFICA Quattro punti in 7 match rappresentano un bottino magro per l’Udinese. A questo punto è obbligatorio il riscatto, a cominciare dalla sfida con il Genoa, avversario alla portata. «Nessuno può essere soddisfatto di come stanno andando le cose - dice Okaka -. Vorrà dire che finiremo in crescendo, l’esatto contrario di quanto capitava negli anni scorsi. È indubbio che dobbiamo risalire la china al più presto, ma lungi da noi ritenere che contro il Genoa sarà meno difficile. Ci attende una battaglia: tutti dovremo dare un qualcosa in più e stiamo lavorando per migliorarci, esaltando il talento che c’è nell’Udinese». Il punteggio in classifica rispecchia fedelmente quanto avete fatto vedere sul campo? «Non cerco mai scusanti, dobbiamo essere onesti quando perdiamo perché rendiamo al di sotto delle nostre possibilità - rimarca -. Ma in tutta franchezza, pur commettendo errori, a noi mancano almeno tre punticini. Recriminare però non serve a nulla, ora dobbiamo dimostrare con i fatti che siamo meritevoli di un’altra posizione»

LA CARRIERA Stefano Okaka è cresciuto nelle giovanili del Centro Italia Parma per poi passare al Cittadella e quindi alla Roma, che vinse la concorrenza di Milan e Aston Villa. Con l’allenatore Luciano Spalletti debuttò in prima squadra tra i giallorossi il 29 settembre 2005 nella sfida di Coppa Uefa contro l’Aris di Salonicco, diventando il più giovane calciatore italiano a disputare un incontro nelle Coppe europee. È ricordato pure come il più giovane ad aver segnato in Coppa Italia, durante Napoli-Roma 0-3 dell’8 dicembre 2005. Allora aveva 16 anni e 121 giorni. Esordì in campionato il 18 dicembre 2005, in Sampdoria-Roma 1-1, a 16 anni e 131 giorni. Nella speciale classifica dei deb più “verdi” in A si trova in undicesima posizione. Al comando ci sono Amadeo Amadei e Pietro Pellegri: “prime volte” a 15 anni e 280 giorni. 
Condividi su