28 febbraio 2021
28 febbraio 2021

Udinese–Fiorentina in pillole

Match Report

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Ilija Nestorovski è l’uomo dei secondi tempi. Per metonimia. Tra il Palermo (11) e l’Udinese (5) il centravanti macedone ha segnato 16 reti in Serie A, di cui 10 nei secondi quarantacinque minuti di partita. Un vizio, una coincidenza, o semplice predisposizione? La domanda suona relativa, perché alla fine quel che conta sono i 3 punti guadagnati all’ultimo respiro, in un momento in cui il match sembrava indirizzato verso uno 0–0 senza guizzi degni di nota. Milenković ha perso la marcatura, e lui, tenendo fede alla dura legge del gol, non si è fatto pregare nel punire Drągowski per la vittoria finale; la ventunesima dei bianconeri in 90 scontri diretti con la Fiorentina, in Serie A. Nestorovski interrompe così un digiuno lungo 10 partite: l’ultimo gol dell’attaccante di Prilep risaliva alla sfida contro il Torino dello scorso dicembre, quando mise la firma sul definitivo 2–3 per l’Udinese dopo la doppia rimonta granata. Con ringraziamento d’eccezione al solito, eccezionale Rodrigo De Paul. L’argentino è il miglior marcatore e il secondo miglior assistman dell’Udinese (dietro a Pereyra) in questo campionato, rispettivamente con 5 reti e 4 assist: complessivamente, ha preso parte al 32% dei gol bianconeri.

A parità di punti e in un gioco di specchi, sotto il profilo tattico, Udinese e Fiorentina hanno tenuto un approccio estremamente conservativo. Quasi scacchistico. A confermarlo, ci sono soprattutto le statistiche inerenti al possesso palla e alla precisione nel fraseggio, rimaste omogenee – addirittura quasi invariate – tra primo e secondo tempo: nel primo dato la variazione è stata a malapena di un punto percentuale (da 47%–53% a 48%–52%), nel secondo giusto un poco più evidente (da 80%–82% a 79%–83%). Discorso diverso se l’attenzione verte sulle reali occasioni da gol create: 9–8 in quanto a tiri tentati, 3–2 nello specchio della porta, 4 chance concrete a 2. La Fiorentina ha trovato pochi margini di manovra, anche grazie alla solidità difensiva degli uomini di Gotti e l’impegno di ogni singolo giocatore sceso in campo, dal primo all’ultimo. Basta pensare infatti che, dopo Molina (10), è stato Fernando Llorente il bianconero a completare il maggior numero di recuperi difensivi (8). Di questa solidità collettiva, chi ringrazia è soprattutto Musso: è il terzo clean sheet consecutivo per l’estremo difensore argentino contando le partite casalinghe – dopo Inter e Hellas Verona – e il settimo stagionale. Meglio di lui, per ora, solo Donnarumma e Handanovič. L’ultima volta in cui la porta bianconera è rimasta inviolata per 3 gare consecutive in casa risale al 2015, tra fine ottobre e metà novembre. A difendere i pali, c’era Orestīs Karnezīs (contro Frosinone, Sassuolo e Samp).

Nel riverbero di una vittoria bella e sofferta, l’Udinese riesce a inanellare il quarto risultato utile di fila alla Dacia Arena (se si conta il pareggio con l’Atalanta, nella sfida recuperata il 20 gennaio); il sesto nelle ultime 7 (3 vittorie, 3 pareggi, 1 sconfitta). Il giusto trend unito alla giusta mentalità, per presentarsi alla sfida contro il Milan di mercoledì sera. 
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