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4 domande a Massimo Ferrari di Agricole Gussalli Beretta

 
In un contesto economico e produttivo sempre più complesso, il settore agroindustriale è chiamato a confrontarsi con sfide globali, nuove dinamiche di mercato e una crescente attenzione verso sostenibilità, innovazione e valorizzazione delle filiere.
All’interno di questo scenario, Agricole Gussalli Beretta rappresenta una realtà capace di coniugare tradizione imprenditoriale, qualità del prodotto e visione strategica, portando avanti un percorso di crescita fondato su valori solidi come precisione, trasparenza, rispetto della terra e attenzione alla sostenibilità.
L’incontro con il Direttore Generale, Massimo Ferrari, offre l’occasione per approfondire le principali linee di sviluppo dell’azienda, le prospettive del comparto wine & agro food emerse anche dall’ultima edizione di Vinitaly, il ruolo degli investimenti sostenibili e il valore delle relazioni tra impresa, territorio e sport all’interno di ecosistemi come Udinese Club House.
 
1. Agricole Gussalli Beretta fa parte di un gruppo con una forte tradizione imprenditoriale.
Quali sono oggi le principali linee strategiche che guidano la crescita dell’azienda nel contesto agro industriale attuale?
 
In un contesto fortemente dinamico e a tratti instabile come quello che ha sta caratterizzando questo particolare momento storico, diventa sempre più importante procedere sul mercato con processi commerciali strutturati (in termini di risorse e di globalità di approccio)  e prodotti coerenti con i messaggi che l’azienda vuole trasmettere da sempre; nel nostro caso: tradizione, precisione, massima valorizzazione del prodotto della terra, correttezza e trasparenza della filiera.
2. Vinitaly è sempre più uno specchio delle dinamiche internazionali del settore wine & agro food.
Quali trend emergenti ha riscontrato nell’ultima edizione, soprattutto in termini di domanda estera e posizionamento del prodotto italiano?
 
Il vino italiano rappresenta, nonostante le difficoltà che vive il settore, un valore ed una peculiarità che il mondo ci riconosce. I mercati di sbocco tradizionali (USA, Canada, UE, Giappone e Svizzera in primis) continuano ad essere aperti per i nostri prodotti di alta qualità. Di certo non basta solamente avere produzioni di  qualità riconosciuta ma i mercati vanno presidiati da vicino con presenza e supporto alla rete vendite. Nuove opportunità si possono aprire nell ‘area del Sud Est asiatico  e in Sud America, e anche  la Cina dà cenni di risveglio. Un Vinitaly positivo nel complesso, anche meglio delle previsioni in alcuni casi.
3. Innovazione e sostenibilità sono ormai fattori competitivi imprescindibili.
In che modo Agricole GB sta  integrando questi due elementi nella propria strategia industriale e nelle scelte di investimento
 
Abbiamo come Gruppo una certa attenzione alla sostenibilità con due nostre realtà completamente biologiche certificate (Franciacorta e Chianti Classico), mentre le altre proprietà seguono una coltivazione convenzionale ragionata con utilizzo di prodotti a basso impatto. Ove possibile stiamo investendo molto sulle energie rinnovabili, non solo il solare ma anche che il geotermico, sia per una ragione di attenzione all’ambiente ma anche per contrastare i prezzi crescenti dell’approvvigionamento energetico. In tutto questo contesto un elemento importante in cui crediamo molto è l’attenzione alla tutela della sicurezza del lavoro, ambito importante e centrale nella nostra visione complessiva.
4. Udinese Club House nasce come punto di incontro tra impresa, territorio e sport.
Che ruolo possono avere oggi ecosistemi come questo nel favorire crescita, confronto e contaminazione tra mondi diversi?
 
Il mio consiglio principale è: non ascoltate le voci esterne ed interne che vi scoraggiano. Ciò che gli altri dicono è solo un riflesso dei loro limiti, non dei vostri. Il mondo dell’imprenditoria è un percorso che richiede determinazione, entusiasmo e sacrificio. Ci saranno momenti difficili, ma con una visione chiara e il giusto impegno, arriverete dove volete arrivare.
E se non doveste riuscirci al primo tentativo, non è mai una sconfitta. Quanto meno avrete provato con tutta voi stesse e, nel farlo, avrete imparato tantissimo, preparandovi per la prossima avventura. Per me, il fallimento non esiste: si vince o si impara.