4 domande ad Alberta Gervasio di Bluenergy Group

 
Nel cuore del Friuli Venezia Giulia, tra passione sportiva e impegno per la sostenibilità, nasce un progetto che rappresenta una vera e propria rivoluzione nel mondo del calcio italiano: “Energia in campo”, la prima Comunità Energetica Rinnovabile legata a uno stadio di Serie A.
Una visione ambiziosa, capace di coniugare transizione ecologica, innovazione tecnologica e responsabilità sociale, resa possibile grazie alla sinergia tra Bluenergy Group e Udinese Calcio.
A guidare questa sfida con determinazione e visione è Alberta Gervasio, Amministratrice Delegata di Bluenergy Group, protagonista di un percorso che dimostra come l’energia – se ben indirizzata – possa generare valore non solo ambientale ma anche umano e territoriale.
In questa intervista, ci racconta come è nata l’idea, le sfide affrontate, e soprattutto l’impatto concreto che “Energia in campo” avrà su cittadini, tifosi e comunità locale.
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1.“Energia in campo” è la prima Comunità Energetica Rinnovabile nel mondo del calcio italiano: qual è stato il momento in cui ha capito che questa idea poteva diventare realtà, e quali sono state le principali sfide affrontate per arrivare fin qui?
L’idea di creare una comunità energetica è stata una naturale evoluzione dell’impianto fotovoltaico che ci apprestavamo a creare circa un anno fa sul tetto del Bluenergy Stadium.  Già allora, ci siamo chiesti come avremmo potuto sfruttare al meglio l’energia prodotta dal parco fotovoltaico dello stadio. Ricordiamo infatti che l’impianto fotovoltaico produce circa 3.000 kWh/giorno e la struttura sportiva utilizza circa il 70% dell’energia generata. Il restante 30% di produzione in eccesso, senza un utilizzo strutturato, rischiava di non essere valorizzato. 
La costituzione della Comunità Energetica Rinnovabile è stata quindi una scelta naturale: un’opportunità concreta per far sì che questa energia potesse essere consumata in modo virtuale da famiglie e imprese del territorio, massimizzando i benefici ambientali ed economici. Le sfide non sono mancate: dalla complessità normativa alla necessità di coordinare diversi attori – istituzioni, partner tecnologici e comunità locale – affinché il progetto fosse realmente sostenibile e replicabile. Ma la determinazione e la visione strategica ci hanno permesso di superarle, facendo si che “Energia in campo” prendesse vita. 
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2. Il progetto unisce sostenibilità ambientale e impatto sociale concreto, sostenendo un’iniziativa delicata e preziosa come quella dedicata alla cura dei disturbi alimentari. Quanto è importante per Bluenergy che la transizione ecologica sia anche un motore di cambiamento umano e territoriale?

Per Bluenergy, la transizione ecologica non è solo una questione di innovazione tecnologica ed efficienza energetica, ma anche un’opportunità per generare un impatto positivo sul territorio e sulle persone. Quando abbiamo capito che la Comunità Energetica Rinnovabile poteva diventare realtà, insieme a Udinese Calcio abbiamo voluto dare a questo progetto una dimensione ancora più ampia, unendo le esigenze energetiche del territorio al valore sociale dello sport. 
Grazie agli incentivi del GSE, che vengono riconosciuti per l’energia prodotta dall’impianto e contestualmente consumata dalla CER, abbiamo creato un modello che non solo riduce l’impatto ambientale, ma che si traduce in un concreto sostegno alla comunità. Congiuntamente a Udinese Calcio, abbiamo deciso di destinare questi incentivi al dipartimento di Neuropsichiatria Infantile dell’ASUFC, contribuendo alla nascita della prima struttura residenziale per pazienti con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in Friuli Venezia Giulia. 
Crediamo che la sostenibilità debba essere anche inclusione e supporto alle fragilità. Con “Energia in campo” dimostriamo che è possibile trasformare l’energia rinnovabile in un motore di solidarietà, creando un circolo virtuoso che diventa aiuto concreto per chi ne ha più bisogno.
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3. La partnership tra Bluenergy e Udinese Calcio è ormai simbolo di innovazione e responsabilità. Cosa rappresenta per voi il Bluenergy Stadium in termini di laboratorio vivente per il futuro sostenibile dello sport?
 
Innovazione e responsabilità sociale sono i valori che guidano la nostra partnership con Udinese Calcio, e il Bluenergy Stadium ne è la massima espressione: un luogo dove lo sport incontra la sostenibilità e dove l’energia diventa non solo un motore per le performance sul campo, ma anche un’opportunità per generare un impatto positivo sulla comunità e sull’ambiente. 
Il Bluenergy Stadium è molto più di un impianto sportivo: è la casa di tutti i sostenitori della squadra, è un luogo di divertimento e spensieratezza, grazie alla nostra collaborazione diventa un luogo dove mettiamo in atto soluzioni innovative per rendere la quotidianità più sostenibile.  Il Bluenergy Stadium è la dimostrazione concreta di come la transizione ecologica possa integrarsi con grandi eventi e infrastrutture complesse, senza comprometterne la funzionalità, ma anzi rendendole più efficienti e innovative. 
Questo approccio ci permette di testare tecnologie, modelli di gestione dell’energia e progetti di economia circolare che possono diventare un riferimento per altri stadi e realtà sportive.
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4. La CER coinvolgerà tifosi, aziende e territorio. Come si potrà aderire concretamente al progetto, e quale impatto positivo potrà avere per i cittadini del Friuli-Venezia Giulia?
 
Questo progetto rappresenta un'opportunità unica per i cittadini del Friuli Venezia Giulia e, in particolare, per i tifosi dell’Udinese Calcio. Aderendo alla CER “Energia in campo”, si avrà l’occasione non solo di contribuire attivamente alla transizione energetica, ma anche di entrare a far parte di un modello innovativo di condivisione dell’energia e di sostegno al territorio.  
L’adesione alla Comunità Energetica è aperta a tutti i tifosi in possesso di un abbonamento per la stagione 2024-2025 o iscritti alla Membership 1896. Per partecipare è necessario soddisfare alcuni requisiti tecnici: essere intestatari di un’utenza di energia elettrica e risiedere nei comuni di Udine, Martignacco, Pasian di Prato, Pozzuolo del Friuli, Campoformido o Basiliano. Anche i possessori di impianti fotovoltaici possono aderire, a condizione che il loro impianto non abbia già beneficiato di incentivi o agevolazioni fiscali.  
I tifosi saranno i protagonisti della sostenibilità, rafforzando il loro legame con la squadra del cuore e contribuendo a un progetto che genera impatti positivi per l’ambiente e la comunità. In cambio, potranno accedere a vantaggi esclusivi, vivendo la loro passione sportiva con ancora più intensità e partecipazione.
Ci auguriamo, in futuro, di poter ampliare ulteriormente questa opportunità, ma oggi il nostro obiettivo è chiaro: creare un legame concreto tra la passione per il calcio e il futuro sostenibile. Pensiamo che ogni tifoso debba essere protagonista attivo del cambiamento, rendendolo un vero Ambassador della Comunità Energetica “Energia in campo”.