06 dicembre 2019
06 dicembre 2019

Andrea Carnevale, doppietta memorabile nel 1986 al Napoli

Intervista al bomber laziale che ha fatto grande l’Udinese e il Napoli negli anni ’80

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Con i suoi gol e la sua classe, Andrea Carnevale ha segnato l'epoca d'oro dei grandi attaccanti degli anni 80' e '90. Potenza e senso di posizione lo hanno consacrato tra i miti del calcio internazionale di sempre. Dopo due stagioni da
protagonista con l'Udinese (1984-86) arriva il passaggio al Napoli dove vincerà due scudetti (1986-87 e 1989-90), una Coppa Uefa (1988-89) e una Coppa Italia (1986-87). Con la maglia della Nazionale un terzo posto a
Italia’90. Della sfida della Dacia Arena è uno dei grandi ex di sempre. Dal 2001 è a capo degli Osservatori dell'Udinese Calcio. Di fronte due squadre che non attraversano di certo un momento facile. Ne ha parlato ad udinese.it
 
Qual è la ricetta per tornare a fare risultato?
"Tutto parte dalla testa perché queste due squadre hanno giocatori di grande livello e adatti agli obiettivi da raggiungere di Udinese e Napoli, anche se sui bianconeri credo che la salvezza sia solo lo step di partenza proprio per
la potenzialità con cui è stata costruita la squadra. Teniamo conto che il Napoli in Champions League ha mostrato il suo valore e ora ha bisogno di continuità di risultati. L'Udinese, invece può fare risultato con chiunque.
Ha giocatori di caratura internazionale, forti e completi. Queste partite si vincono con l’orgoglio e la cattiveria agonistica che stimolano ogni singolo giocatore".

 
Come vivi questa sfida, avendo militato in entrambi i club?
"Con l'emozione di sempre. Mi rivedo in campo pronto a cambiare l'esito della partita e a sfruttare ogni palla che mi arriva! Ho dei ricordi bellissimi sia da calciatore con l'Udinese e sia con la maglia del Napoli.
Erano gli anni d'oro del Napoli di Maradona e Careca. Abbiamo vinto tutto in Italia e ci siamo tolti soddisfazioni in campo europeo. Bisogna essere sempre professionisti e fare bene il proprio lavoro. L'anno prima di passare al Napoli, con
l'Udinese in casa segnai le due reti decisive e che ci permisero di compiere un passo in avanti verso la salvezza e di battere i partenopei. Era il 23 marzo 1986. Gara dove concedemmo poco o nulla ai nostri avversari e dove
militavano Maradona, Garella, Daniel Bertoni e Bagni, tanto per citare alcuni pezzi da 90 di quella squadra. Della nostra Udinese ricordo Chierico, Barbadillo, Storgato, Brini. Ricordo quella partita come fosse ieri, tutto nitido come la voglia di vincere e dimostrare al nostro pubblico chi fossero i più forti. Noi ovviamente!".

 
Quanto ti ha dato l'Udinese in termini di crescita e di esperienza?
"Arrivavo dalle esperienze di Avellino, Reggiana, Cagliari e Catania. E per me Udine rappresentava un'occasione importante per misurarmi con una Serie A più ambiziosa. Devo tanto, se non tutto a questa società che ha creduto in me all'epoca. Ho imparato tantissimo nei due anni all'Udinese e quando nell'estate dell'86 arrivò la chiamata del Napoli fu la naturale prosecuzione della mia crescita calcistica che mi ha portato al completamento, fino alla convocazione in Nazionale e alla partecipazione alle Olimpiadi. E all'epoca mi ripromisi che un giorno sarei tornato ad Udine, magari da dirigente. E così è stato! Grazie alla famiglia Pozzo, oggi sono qui, felice ed entusiasta di continuare a crescere professionalmente e contribuire con la mia esperienza a portare sempre più in alto l'Udinese".
 
Inevitabile la domanda sul tuo Napoli, quello di Maradona e Careca.
"Sono stati anni forse irripetibili. Eravamo una squadra di grandi giocatori, spogliatoio unito. Abbiamo vinto tutto, ma quello che rimane a distanza di anni è il legame tra noi...ragazzi!".
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