13 gennaio 2026
13 gennaio 2026

Deulofeu: "Proverò il rientro nel 2026, mi alleno ogni giorno per questo"

L'attaccante a Udinese Tonight

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Questa settimana a Udinese Tonight è comparso un ospite speciale, che manca dal campo da diverso tempo ma è parte integrante del gruppo: Gerard Deulofeu. Con il catalano si è parlato del suo recupero, del rapporto con il Friuli, della stagione dei bianconeri e di tanto altro.

“Come va? Va bene e non va bene” esordisce Deulofeu. “Va bene perché sto migliorando tanto, non va bene perché mi manca il campo. Sono però contento di potermi allenare ogni giorno, prima non potevo farlo. Ogni mattina sono allo stadio, farò un tentativo di rientro nel 2026 e vediamo come andrà con la gamba più pronta. In passato ho avuto fretta di provare il rientro, ma la gamba non era ancora pronta. Punto a fare questo tentativo prima di giugno, sento la gamba pronta, a livello muscolare sto perfettamente, ma il problema è che mi manca la cartilagine nel ginocchio”. Se non fosse per il ginocchio, Gerard sarebbe in perfetta forma: “Ho lasciato il campo a 28 anni, ora ne ho 31 e a livello muscolare io sarei pronto per giocare e fare la differenza. A me manca solo che il ginocchio stia bene. La forza che mi dà la mia famiglia è fondamentale, i miei bambini vogliono vedermi giocare, ma la prima spinta a provare a tornare me la dà il fatto che a livello muscolare sono al livello di chi gioca ogni weekend. Lavoro ogni giorno per tornare in campo e se ci riuscirò potrò aiutare l’Udinese. È possibile ma tutto dipende da questo maledetto ginocchio”. Il dolore, anche adesso, è sempre presente: “Purtroppo sento costantemente dolore, adesso meno di altri periodi, ma non ho cartilagine nel ginocchio, le ossa si toccano. Ho fatto dei trattamenti, forse si sta tornando a creare qualcosa tra le due ossa, ma sento dolore a ogni passo. Tutti i calciatori convivono con dei dolori, il mio è semplicemente più forte”.

L’attaccante catalano, mentre recupera dal suo infortunio, vive il gruppo praticamente come gli altri bianconeri: “Lavoro a orari diversi rispetto ai ragazzi perché non voglio disturbare, ma passo diverso tempo con loro, parliamo tanto. Mi alleno assieme a Gokhan Inler, è una persona spettacolare, ci motiviamo a vicenda. Mi piace come sta lavorando con la squadra. Dopo la palestra lui esce sempre a correre e io gli dico “Un giorno quella corsa la faremo assieme””. Gerard è soddisfatto di quello che vede negli spogliatoi del Bluenergy Stadium e anche sul campo: “Mi piace quello che vedo, a partire dall’allenatore e dal suo staff. Mister Runjaic è esigente, devi essere sempre sul pezzo con lui e questo è importante per non abbassare il livello. La squadra è ottima e sta facendo bene, abbiamo mancato qualche opportunità di avvicinarci alla zona Europa ma a questa squadra non si può dire nulla, abbiamo fatto splendide prestazioni contro grandi squadre, la difesa sta migliorando, il centrocampo ha tanta intensità e davanti abbiamo due attaccanti super: Davis, che ha trovato regolarità, e un fenomeno come Zaniolo. La numero 10 è sua, ma quest’anno deve fare 15 gol (ride, ndr). La squadra la vedo bene, abbiamo perso punti a causa di errori, soprattutto commessi a inizio partita. Quest’anno dipende tutto da noi e questo mi lascia tranquillo, se andiamo in campo e giochiamo come sappiamo dipende solo da noi. Siamo decimi in classifica e abbiamo mancato alcune opportunità per essere settimi o ottavi, quindi vuol dire che sta a noi. I tifosi devono capire che non dipendiamo dall’avversario di turno, con una bella prestazione siamo in grado di fare punti contro chiunque”.

Prima dell’infortunio, Deulofeu ha realizzato 18 gol e 14 assist in 68 partite con la maglia bianconera. “Mi manca tanto il campo. Mi avete visto qua a Udine in un periodo in cui avevo tanta fiducia in me stesso. Quando scendi in campo non devi avere paura dell’avversario, se hai fiducia in te stesso sono gli altri che devono avere paura di te. Io a Udine scendevo in campo così, è stato un periodo spettacolare e qualche gol l’ho fatto (ride, ndr)”.

I gol, Gerard, vuole tornare a farli. E non pensa ad altro: “Non mi sono chiesto cosa farò a fine carriera, perché non posso fare due cose alla volta. Ora penso a tornare in campo. I miei amici mi dicono “fai il corso da allenatore, fai il corso da dirigente” ma io sono concentrato solo sul ritorno in campo, perché è una cosa che posso raggiungere. Quando deciderò di smettere farò altro, ma ora penso a tornare in campo, se ci riuscissi farei la storia come il giocatore che è tornato dopo più tempo da un infortunio”.

E a fine carriera resterà in Friuli, dove ora si trova benissimo? “In Spagna si sta bene, Madrid e Barcellona sono due belle città ma sono molto caotiche. Il Friuli, invece, mi fa sentire in pace. Restare qui è sicuramente un’idea, sto bene qua e potrei aiutare l’Udinese anche non da calciatore. Il Friuli mi permette di stare nella natura e di vedere la mia fidanzata e i miei bambini felici. La cosa più importante è che sono dove voglio essere, quando ti senti così non vuoi altro. Ogni giorno mi sveglio e lavoro per tentare un miracolo, ma lo faccio con gioia, perché sono dove voglio essere”.

Infine, una riflessione su una delle sue caratteristiche principali, il dribbling: “Saltare l’uomo è quello che fa la differenza in campo, quello che fanno i giocatori che cambiano la partita. Non so se sia una cosa che si può insegnare, devi nascere portato per il dribbling, poi certo si può migliorare. Io ho saltato l’uomo sin da piccolo, per me è una cosa che manca nel calcio moderno. Ora la fisicità è importante, non puoi non averla, ma manca chi salta l’uomo. Nei settori giovanili bisogna lasciar creare la magia, serve anche per dare ai ragazzi quella fiducia che li spinge verso il sogno della Serie A”. E la sua opinione su due suoi compagni di spogliatoio, Iker Bravo e Arthur Atta: “Mi fa male il fatto che Iker non stia andando bene, voglio che possa fare bene qui a Udine. È molto giovane e qualche volta quando sei giovane non vedi le cose in prospettiva. Lui vuole subito tanti minuti, ma prima bisogna capire cosa vuole il mister e se ti fa giocare venti minuti devi approfittare di quelli. Io cerco di farglielo capire e di fargli capire che è in una squadra storica. I giovani devono ringraziare di essere qui, qualcuno pensa di essere qua di passaggio ed avere la strada spianata verso una big e vive nel suo mondo. Lo dico perché ero così anche io da giovane. Iker è un bravo ragazzo e ha talento, su questo non gli si può dire nulla. Io parlo tanto con lui e cerco di indirizzarlo. Atta è giovane ma è già maturo. Non voglio esagerare con i complimenti, perché è solo all’inizio, ma quando è entrato in campo a Torino abbiamo fatto alcuni possessi di diversi minuti nella loro metà campo. Questo voglio vedere in campo, mi ha ricordato le azioni in cui mi abbassavo a centrocampo per dialogare con Pereyra e Walace. Atta non ha fatto ancora nulla però, è ancora agli inizi e deve dimostrare le sue qualità con regolarità”.