Il primo bianconero a sedersi sulla poltrona di Udinese Tonight in questa stagione, due giorni dopo il pareggio contro il Como, è stato il capitano Jesper Karlstrom. Con lui si è discusso proprio del match di sabato, delle ambizioni per questa stagione e di due splendide cose che gli sono accadute a giugno.
Si parte parlando di Udinese-Como e il capitano lascia trasparire la sua soddisfazione: "Sono contento, perché il Como è una squadra forte. Penso che abbiamo giocato bene, soprattutto nel primo tempo. Non era facile ma abbiamo fatto bene". Merito anche dell’atteggiamento di tutta la squadra: "Ho visto lo spirito giusto in campo, penso sia stato il nostro miglior esordio da quando sono qui. Lo scorso anno quando mettevamo questa energia facevamo belle partite, spero che continueremo così".
L’ottima prestazione di sabato è arrivata senza una delle pedine fondamentali della rosa bianconera, Keinan Davis. Per Karlstrom questo è positivo: "Ha fatto bene alla nostra fiducia sapere di poter giocare bene senza Keinan, ma anche senza Atta e senza Kristensen. Questo mostra che abbiamo tanti giocatori pronti". Ripensando alla prestazione potrebbe addirittura subentrare un po’ di rammarico, ma il capitano resta con i piedi per terra e guarda avanti: "Un po' dispiace non aver vinto perché abbiamo avuto le occasioni per portare a casa i tre punti, ma le ha avute anche il Como. Siamo contenti, ma sappiamo di poter fare ancora di più".
Quella appena iniziata è la terza stagione in bianconero per Karlstrom, come anche per mister Runjaic, del quale si iniziano a vedere sempre più nitidi i principi di gioco: "Non è facile dare continuità ad un progetto, ogni stagione devi un po' ricominciare, perché i giocatori cambiano. Siamo però in tanti ad essere qui da tre anni e sappiamo quello che vuole il mister. Per noi è più facile e possiamo mostrarlo anche agli altri giocatori". Secondo Jesper, il lavoro degli anni passati ha influito anche dal punto di vista fisico e atletico: "Siamo molto in forma, abbiamo lavorato duro, ma non solo in questo precampionato, è una cosa che parte dagli scorsi anni. Siamo abituati a questo metodo di lavoro e abbiamo un gruppo di giocatori molto professionali".
Al capitano viene chiesto di “presentare” il nuovo arrivato Unai Gomez, che potrebbe giocare nel ruolo di Zaniolo in caso di assenze del numero dieci: "Gomez è forte, penso sia pronto per giocare titolare. Zaniolo è un giocatore molto importante per noi ma, come successo con l'assenza di Davis contro il Como, se mancherà ci sarà un altro giocatore che farà un passo avanti e prenderà il suo posto. Gomez mette tanta energia in campo ed è anche tecnico, sono sicuro che ci aiuterà molto". Karlstrom ha poi belle parole per Zaniolo, ma anche un consiglio: "A volte vediamo Zaniolo andare un po' oltre il limite in campo e dobbiamo contenerlo, ma è difficile perché quando è appena sotto il limite gioca davvero bene. Deve imparare a gestire nel modo giusto questa energia che ha".
Uno dei compiti del capitano è anche aiutare a crescere al meglio i giovani della squadra. Contro il Como è stato autore di un’ottima prestazione Matteo Palma, in cui Karlstrom vede qualcosa di speciale: “Palma ha fatto molto bene, mi piace come gioca. È un bravo ragazzo, in campo si comporta da veterano, ha le qualità per giocare al top. Anche io a 18 anni ero così dal punto di vista del comportamento, anche se un po' più focoso".
A giugno sono successe due cose incredibili nella vita di Jesper Karlstrom: ha giocato il suo primo Mondiale ed è nata sua figlia, tutto nello stesso periodo: "Quando è nata mia figlia ero negli Stati Uniti, l'ho vista per la prima volta su FaceTime. È stato difficile, sono stato contento perché è andato tutto bene, quella di non essere in Svezia è stata una scelta complessa, ovviamente condivisa, ma il Mondiale capita una volta sola, mentre sarò papà per tutta la vita. La bambina me la sono goduta quando sono tornato, sta andando tutto bene, ora sto finalmente iniziando a fare il papà a tutti gli effetti. Quando guardi tua figlia poi hai l'energia per fare tutto". Anche la Coppa del Mondo è stata un’esperienza indimenticabile per Jesper: "È stata una bella esperienza, dal punto di vista del gruppo, delle partite, degli stadi, dell'organizzazione, è stato tutto incredibile. La cosa migliore è stato stare con i compagni, ci siamo divertiti insieme. È stato qualcosa che non dimenticherò mai. Per un giocatore è più importante giocare il Mondiale che la Champions League".
Per chiudere, poi, la classica domanda sul ruolo preferito, a cui Karlstrom ha risposto: “Preferisco giocare a due a centrocampo, mi dà più libertà di andare in avanti, ma mi piace anche stare in mezzo a un centrocampo a tre" e un’ultima battuta sulle ambizioni bianconere per questa stagione: "Si può sempre fare meglio e con questa squadra vogliamo fare meglio".

