Il giorno successivo alla sconfitta contro la Lazio, l’ospite della trasmissione di TV 12 Udinese Tonight è stato Matteo Palma. Con il giovane difensore, attualmente fermo per infortunio, si è discusso della partita di lunedì, del suo inizio di stagione, dei sei mesi passati in prestito alla Sampdoria e di tanto altro
La chiacchierata inizia con un aggiornamento sul percorso di recupero di Palma: “Sto meglio, sto recuperando bene. Rientrare prima della sosta potrebbe essere rischioso, non so ancora quando potrò tornare in campo. Sto facendo terapie, palestra, sono anche tornato a correre e a fare qualcosa con il pallone”.
Poi, si passa subito a parlare del match perso in rimonta contro la Lazio: “È una sconfitta amara, almeno un punto lo potevamo fare. Abbiamo gestito male alcuni palloni, ci siamo abbassati presto, ad un certo punto era chiaro che avrebbero fatto il secondo gol”. I bianconeri hanno pagato dazio dal punto di vista fisico e secondo Matteo potrebbe essere effetto anche delle nuove regole: “Le nuove regole condizionano il gioco sotto ogni aspetto, hai molto meno tempo per respirare. Sul secondo gol Okoye sapeva di avere poco tempo per scaricare il pallone e anche se non avessimo perso palla solo Miller era scattato in avanti e avrebbe potuto fare ben poco. Lì Vojvoda era da solo in due contro uno, poteva fare poco, era difficile temporeggiare. Il braccetto o il centrocampista su quel lato avrebbero dovuto raddoppiare. In mezzo poi, come sul primo gol, è mancata la marcatura”.
Al momento Palma è ai box per l’infortunio rimediato contro il Como alla prima giornata di campionato, a cui però era arrivato con i galloni del titolare al centro della difesa: “Il posto da titolare me lo sono guadagnato, perché mi sono allenato bene durante la preparazione, ho giocato tutte le amichevoli, ho avuto la fortuna di giocare in Coppa Italia facendo bene e poi sono stato confermato per la partita contro il Como. Ora il posto me lo dovrò riguadagnare, non lo avrò subito appena rientro. Dipenderà dal mister e da come mi allenerò. Nel calcio gli infortuni capitano, fortunatamente non devo stare fuori tanto e di mezzo c’è la sosta”. Il difensore bianconero spiega anche come si è infortunato: “Mi sono fatto male in un duello con Douvikas, ma non sentivo particolarmente male in campo. All’intervallo i fisioterapisti mi hanno fatto i test e hanno capito che non aveva senso io restassi in campo”.
Contro Padova e Como Matteo ha fatto un’ottima impressione, mostrandosi anche più maturo rispetto allo scorso anno. Merito, secondo lui ma non solo, del prestito in Serie B alla Sampdoria: “Fare sei mesi in una squadra importante come la Sampdoria mi ha fatto benissimo. Sono tornato con più esperienza e consapevolezza. La Serie B è un campionato difficile, ci sono attaccanti di un certo calibro. A Genova sono stato accolto molto bene, c’era già Pafundi, che mi aveva detto di venire là perché c’era un bel gruppo. I due allenatori che ho avuto mi hanno dato fiducia, ho apprezzato molto”. Fiducia che c’è anche da parte di mister Runjaic e dei compagni di squadra all’Udinese: “Il mister da me si aspetta che io sia professionale e ascolti i consigli dei più grandi. Kabasele mi “massacra”, ma lo apprezzo, lo fa per il mio bene. A lui ruberei la cattiveria che ha nei contrasti, mentre a Solet la serenità che ha con il pallone tra i piedi. Sono in pochi a partire in dribbling nella sua metà campo come fa lui”.
La nuova stagione ha portato anche un nuovo ruolo per Palma, che adesso fa il centrale nella difesa a tre: “Finora avevo fatto il braccetto, anche alla Sampdoria, ed ero convinto giocassi meglio lì. Poi in precampionato ho fatto il centrale, in Coppa ho fatto il centrale, con il Como ho fatto il centrale e penso di trovarmi addirittura meglio”. Al suo fianco c’era James Abankwah. I due avevano già giocato nello stesso terzetto di difesa, ma a ruoli invertiti: “Io e Abankwah avevamo già giocato insieme in Primavera tre anni fa, l’anno della promozione in Primavera 1. Lui però faceva il centrale e io il braccetto destro”.
A tre anni da quel campionato Primavera, Palma si sta abituando ad affrontare i grandi della Serie A senza paura: “Non c’è un attaccante che non vorrei affrontare, ma Lautaro è quello che sarebbe più difficile. In allenamento posso sfidare Davis, che è un grande attaccante, fisico e tecnico. Si è creata una piccola competizione, quello dei due che vince in partitella prende sempre un po’ in giro l’altro”.
C’è poi una grande questione che tiene banco per il difensore bianconero: la scelta della Nazionale tra Italia e Germania. “Quella della Nazionale è una scelta difficile, sono cresciuto con entrambe le culture: fino ai 13 anni ho vissuto in Germania e poi mi sono trasferito in Italia, mia mamma è tedesca e mio padre è italiano. Tecnicamente, per le loro origini, ci sarebbero di mezzo anche l’Austria e il Camerun… Mamma e papà vogliono che io scelga quello che è meglio per me. Loro sono orgogliosi di me. Anche a Genova venivano a trovarmi spesso, mia mamma addirittura partendo da Berlino. È una cosa che ho apprezzato tantissimo, senza queste visite il mio umore sarebbe cambiato. La loro presenza è importantissima”.
Nel finale di puntata, poi, due domande secche. Una sull’idolo di Palma, che “è sempre stato Sergio Ramos, poi quando sono cresciuto ho apprezzato tanto anche Van Dijk. Hanno caratteristiche diverse, ma mi piacciono entrambi, soprattutto per come affrontano gli uno contro uno” e una su quello che deve migliorare nel suo gioco: “Dovrei migliorare sull’agilità, che per i difensori alti è molto importante, e sulla tecnica, che si può sempre migliorare”.

