15 gennaio 2021
15 gennaio 2021

Rolando Mandragora al Gazzettino

L'intervista al centrocampista bianconero

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Di seguito l'intervista a Rolando Mandragora pubblicata nell'edizione odierna del Gazzettino.


Paure e angosce fanno parte del passato, il 2021 ha regalato la svolta a Rolando Mandragora, che si sta avvicinando a grandi passi a una condizione generale pressoché ottimale. Nella disgraziata gara contro il Napoli ha tenuto per tutti i 90’ e ora è pronto a sostenere altre sfide, via via sempre più decisive. Ed è anche pronto a superarle, cominciando da domani sera a Marassi (20.45) contro la Sampdoria. Del resto i parametri indicano che ha già recuperato quanto speso contro gli uomini di Gattuso.
 
LA RINASCITA
«Io sto bene, ma sta ad altri decidere se dovrò far parte dell’undici di partenza, anche perché nell’ Udinese le alternative nel mezzo non mancano di certo – esordisce il centrocampista -. Ciò che veramente conta è che il ginocchio tiene. Atleticamente le risposte sono confortanti, per cui posso ritenermi soddisfatto: non è facile riprendersi al cento per cento dopo l’incidente in cui sono incorso a Torino in giugno, con il successivo intervento al crociato. Colgo l’occasione – continua Mandragora – per ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato, e non sono pochi: lo staff sanitario, quello tecnico e i compagni di squadra che hanno dimostrato pazienza, sopportandomi nei momenti in cui, condizionato dal nervosismo, li ho trattati in modo non educato».
Ci sono mai stati intoppi nella lunga e delicata fase di recupero?
«Il ginocchio ha sempre risposto bene, non si è mai visto gonfiore. Solamente facendo esercizi di estensione dell’arto ho faticato un po’ e avvertito un dolore fastidioso. Poi tutto è andato per il meglio. Sono rientrato dopo 4 mesi e mezzo dall’intervento, nella gara con il Genoa, per cui sotto questo punto di vista mi ritengo fortunato. Anche perché chi mi è stato quotidianamente vicino, lo ripeto, mi ha aiutato».
Il vero Mandragora, l’atleta ammirato nella passata stagione segnalandosi tra i migliori nel suo ruolo, si potrà rivedere nel girone di ritorno?
«Lo spero. Lavoro sodo per recuperare completamente il terreno perduto, ovvero riacquistare la brillantezza, ma la voglia di migliorarmi costantemente non mi manca di certo. Nel ritorno conto di ripetere le prestazioni di un anno fa e, chissà, anche di fare meglio, perché credo sia un dovere».
La proprietà, dopo la sconfitta con il Napoli e le ultime quattro gare in cui avete conquistato un solo punticino, ha ordinato il ritiro, che poi è stato annullato. Cosa avete fatto per spingere la dirigenza al dietrofront?
«Niente - sorride -. Credo che la decisione di annullare il ritiro sia stata presa dopo che il presidente e i dirigenti hanno visto come stavamo lavorando. È innegabile però che a questo punto siamo in debito, e l’occasione per ripagare la fiducia che ci è stata dimostrata dal club l’avremo già a Genova, contro la Samp. Non possiamo sbagliare. Sarà dura, come tutte le gare, ma abbiamo tutte le chance almeno per non perdere. Ci rendiamo conto che nelle ultime partite il bottino da noi conquistato è stato assai magro. Abbiamo commesso errori e sta a noi invertire la rotta».
A proposito: c’è un motivo per i troppi marchiani errori un po’ in tutte le zone del campo?
«Il calcio è particolare. Premesso che noi cerchiamo sempre di dare il massimo, il più delle volte sono gli episodi a decidere. In questo periodo ci va tutto storto, ogni sbaglio ci costa caro e veniamo penalizzati. In altre circostanze succedeva l’esatto contrario: una giocata e un gol, oppure quello degli avversari evitato anche per un po’ di fortuna. A parte questa considerazione, è nostro dovere far sì che gli episodi favorevoli si spostino sempre dalla nostra parte. Quindi è indispensabile migliorare ulteriormente la nostra prestazione già a Genova, contro un avversario di valore, scorbutico e difficile, ma che non dobbiamo, né possiamo temere».
La classifica non è delle migliori: vi mancano alcuni punti.
«Direi proprio di sì. Abbiamo affrontato alla Dacia Arena le tre neopromosse, perdendo due gare e pareggiando con il Crotone. Dovevamo approfittarne. Ora la nostra posizione sarebbe migliore, a debita distanza dalla zona rossa. Maci rifaremo, ne sono convinto».
Con il suo pieno apporto?
«Con quello di tutti, perché tutti sono importanti in una disciplina sportiva non individuale. Naturalmente, oltre a continuare a lavorare sodo, dobbiamo sempre fare autocritica se sbagliamo».
È questa l’Udinese migliore da quando, stagione 2018-19, lei è qui?
«Sì. Il potenziale è migliorato, la società ha fatto le cose per bene, la rosa è ampia per far fronte a ogni evenienza. Vedo accresciuto pure il tasso tecnico, ma il nostro obiettivo che poi è quello di partenza, resta la conquista quanto prima dei 40 punti. Poi cercheremo di migliorare il risultato, raggiungendo traguardi un pochino più brillanti».
Ma temete più la Sampdoria o voi stessi?
«Non è questione di temere questo, quello, oppure noi. Dobbiamo scendere in campo preparati sotto tutti i punti di vista: il nostro allenatore sta curando i particolari per la sfida».
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