23 ottobre 2020
23 ottobre 2020

Samir al Gazzettino

Le parole del difensore bianconero al quotidiano "Il Gazzettino"

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I mille tifosi alla Dacia Arena e i tanti collegati in TV magari si aspettavano Lasagna, Okaka o De Paul per sbloccare la casella zero dai gol fatti, e invece ci ha pensato Samir. Insospettabile, ma fino a un certo punto, visto il feeling particolare con il gol del difensore brasiliano, al quinto anno a Udine e sempre a segno negli ultimi quattro campionati. Uno che ormai è una colonna dello spogliatoio della squadra friulana e che ci ha raccontato le sue emozioni dopo la prima vittoria stagionale contro il Parma. «È stato un successo importantissimo per la nostra strada, che è ancora lunghissima - le sue parole -. Siamo tutti contenti per la prima vittoria. Ora dobbiamo proseguire su questo percorso, senza mollare niente, perché sappiamo che sarà difficile. Conosciamo le nostre qualità e domenica abbiamo avuto tanta soddisfazione per i primi tre punti portati a casa, che ci danno fiducia. Speriamo di mantenere questa fiducia per le prossime partite».

Vincere all’ultimo minuto è più bello?
«Secondo me sì, come era successo l’anno scorso contro la Juventus con quel gol di Fofana nel recupero. Vincere così ti lascia un sapore speciale».

Ha segnato lei il primo gol in stagione. Un caso?
«Sono contento di aver sbloccato la partita e la squadra, ma è ovvio che sono più soddisfatto per la vittoria che per la mia gioia personale. Andava bene chiunque avesse segnato, a partire da Okaka e Lasagna».

Due nomi non casuali. A loro sta mancando il gol?
«Sicuramente lo ritroveranno presto, perché sono due giocatori tanto forti quanto importanti per noi. Hanno già dimostrato ampiamente il loro valore, quindi si sbloccheranno presto e faranno tanti gol per noi».

Che vi siete detti dopo le tre sconfitte iniziali? Contro Verona e Roma erano immeritate,ma le altre?
«Le abbiamo analizzate a fondo. Concordo nel dire che con l’Hellas e i giallorossi meritavamo come minimo il pareggio. A essere onesto, contro lo Spezia il risultato è stato giusto, ma potevamo fare qualche punto nelle altre due gare. Il calcio è così: dobbiamo andare oltre i nostri errori, senza rimpianti».

Quanto vi ha fatto bene la chiusura delmercato?

«Molto, per due motivi. La concentrazione ora è soltanto qui, invece inevitabilmente con il mercato aperto un po’ la testa va a quelle che sono le voci. Adesso siamo focalizzati solo sul campionato. E poi i giocatori arrivati sono importantissimi, su tutti Pereyra e Deulofeu, ma anche gli altri. Sono arrivati per farci fare un salto di qualità e per darci una bella mano. Siamo contenti di avere gente di questa qualità in rosa per toglierci tante soddisfazioni».

Ci sono ancora molti assenti. Per esempio, in difesa quanto sta mancando Nuytinck?
«Tanto, perché è fortissimo. Ha fatto vedere sempre ottime cose in queste stagioni, quando ha avuto l’opportunità di giocare con continuità. Per noi è un punto di riferimento dietro e quando tornerà sarà molto utile alla causa. Al momento in difesa siamo disponibili solo in 4, ma restiamo sul pezzo in attesa di tempi migliori».

Ora si va a Firenze: un campo “stregato”.
«Non dobbiamo pensare a questo, perché ogni partita ha una storia sua. Da quando sono qui abbiamo avuto opportunità di vincere al Franchi, solo che non le abbiamo sfruttate. Dobbiamo restare concentrati e riproporre quanto fatto domenica contro il Parma. Già partire con quell’atteggiamento sarà importante».

Bisognerà stare attenti a quel “vecchietto” terribile di Ribery?
«È sempre molto forte. Lo vedevo in campo già quando ero giovane, e l’ho ammirato soprattutto nel Mondiale 2006, perso in finale contro l’Italia, e in quello del 2010, quando eliminò proprio il Brasile. Me lo ricordo bene al Bayern Monaco, ha una qualità incredibile, anche se la Fiorentina non è solo lui. Dobbiamo stare attenti a ognuno di loro».

La convocazione nel Brasile resta un suo grande obiettivo?

«Sì, sono già stato convocato ed è stato un grande risultato. Io penso a fare bene qua, perché così so che tornerò nella Selecao. So che lo staff del professor Tite ci sta seguendo tutti con attenzione, quindi devo solo pensare a giocare bene per l’Udinese, e la possibilità arriverà».

Come state convivendo con il Covid-19?
«Resta una situazione difficile per tutti; noi stiamo rispettando i protocolli medici che la società ci impone e abbiamo appena fatto un’interessante riunione a riguardo. Stiamo seguendo tutte le regole necessarie per evitare problematiche legate al virus, facendo sempre solo casa e lavoro. Non porto nemmeno mia figlia a scuola: è un dispiacere, ma va fatto per il bene nostro e di tutti. Speriamo che presto il vaccino risolva il problema».

Dove può arrivare questa Udinese? «Con questa rosa possiamo pensare a un buon posto in classifica. Non faccio proclami dicendo Europa League, ma dico che staremo sempre sul pezzo. Sono orgoglioso e fiero di far parte di questa squadra, convinto che possiamo fare una grande stagione. Sono a Udine da 5 anni e conosco l’ambiente più di tanti altri: faremo bene». 
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